Molfetta ha vissuto ieri la giornata principale dei festeggiamenti in onore di San Corrado, santo patrono della città e dell'intera diocesi. Registrata una grande partecipazione al momento di accensione del falò, a conferma del rapporto viscerale dei molfettesi con questa tradizione.
Corrado, nobile bavarese, rinunciò alla carriera ecclesiastica per la vita monastica: partì in pellegrinaggio per la terra santa da Bari e vi fece ritorno, malato. Rifugiatosi vicino a una cappella nelle campagne di Modugno, morì poco più che ventenne nel 1126. Dopo i consueti falò delle parrocchie, ieri sera è stato il momento del grande falò su corso Dante Alighieri.
La leggenda narra infatti che, nel lontano 1128, alcuni molfettesi, giunti nottetempo con il loro prezioso carico dei resti del santo eremita dinanzi alle mura della città, trovando ormai chiuse le porte e costretti a rimanere all'aperto, si riscaldarono nella notte con un grande falò sul quale, per sfamarsi, arrostirono dei ceci e fave.
È nata così la festa di "sên Gherrare du vierne" (san Corrado dell'inverno) per la quale risale alla fine del Cinquecento, il costume di accendere lungo le strade i «fuochi d'allegrezza», una tradizione conosciuta ancora agli inizi del Novecento e ripresa di recente dopo alcuni anni di assenza.
martedì 10 febbraio 2026 08:52
Grande partecipazione per il falò di San Corrado a Molfetta
Tutto parte da un leggendario episodio risalente al 1128