domenica 22 febbraio 2026 08:00

Al via a Molfetta le riprese del film "Nanù"

Una storia di crescita e resistenza ambientata nel Sud degli anni Sessanta

Sono iniziate in questi giorni a Molfetta le riprese di Nanù, film d'esordio di Andrea Ferrante, che firma soggetto e sceneggiatura insieme a Davide Ceddia e Corrado Azzollini, quest'ultimo anche produttore esecutivo. Il progetto segna l'approdo al lungometraggio per il regista, con un racconto che intreccia memoria, tensione sociale e poesia quotidiana.

Prodotto da Kraken in collaborazione con Stray Dogs, Nanù nasce con il sostegno dell'Apulia Film Fund di Apulia Film Commission e Regione Puglia, nell'ambito del PR Puglia FESR-FSE+ 2021-2027. Il film si configura come una favola urbana dai toni agrodolci, capace di alternare durezza e ironia popolare in un Sud sospeso tra immobilità e fermento. Ambientata alla fine degli anni Sessanta, la storia si svolge in un quartiere popolare durante un inverno rigido e silenzioso. Protagonista è Nanù, interpretato da Luca Cesa: un giovane uomo fragile nel fisico ma ostinato nello spirito, poeta inquieto che tenta di difendere la propria dignità in un contesto segnato da povertà e sopraffazione. Il suo sentimento più profondo è rivolto a Mina (Sofia D'Elia), ragazza sensibile ma schiacciata dalle aspettative familiari e promessa a Nicola Pelliccia (Ivano Picciallo), figura dominante e intimidatoria.

«Volevo raccontare la fatica di restare fedeli a sé stessi quando il compromesso sembra l'unica via possibile», afferma Ferrante. «Nanù è la storia di chi sceglie di non piegarsi del tutto, anche quando il prezzo è alto. È un film sulla responsabilità individuale e sulla forza silenziosa dei gesti quotidiani». Nel cast figurano anche Celeste Casciaro nel ruolo della madre di Nanù, Marcello Fonte nei panni del padre di Mina, Gianni D'Addario, Francesco Zenzola e Claudia Lerro, che completano un ensemble capace di restituire autenticità e spessore ai personaggi.

Le riprese si svolgeranno tra il centro storico e i quartieri settecenteschi della città pugliese per circa tre settimane e mezzo, coinvolgendo una troupe di oltre trenta professionisti, con una significativa presenza di maestranze locali. La produzione sottolinea il forte legame con il territorio, scelto non solo come sfondo ma come elemento narrativo centrale: Molfetta diventa così spazio vivo e identitario, capace di riflettere tensioni e speranze della vicenda. Con Nanù, la sinergia tra Kraken e Stray Dogs consolida un percorso produttivo che valorizza il radicamento culturale come punto di partenza per raccontare storie dal respiro universale.