Non ha cambiato idea sul lavoro che ha scelto di fare. «È il lavoro migliore che potessi fare. Basta un grazie detto nel momento giusto, la stima delle persone, e vai avanti felice per la tua strada».
Sono le parole del medico molfettese Ettore Procacci, specialista di Emergenza-urgenza al pronto soccorso del Policlinico di Bari, che si è raccontato ai microfoni del TG1 dopo l'aggressione subita domenica scorsa mentre difendeva una collega. Procacci è intervenuto per proteggere una dottoressa dall'ira del figlio di una paziente. Nell'episodio ha riportato graffi al collo e dolore alla schiena. «Sto meglio e sono già operativo», ha raccontato. «Sono rimasto scosso soprattutto per la collega: stava lavorando per aiutare gli altri».
Per Procacci, tuttavia, le aggressioni ai sanitari non sono una novità. «Quelle verbali succedono molto spesso. La cosa più difficile è essere continuamente messi in dubbio come professionisti». Il medico ha spiegato come spesso le tensioni nascano dalla crescente tendenza all'autodiagnosi. «Molte persone arrivano pensando di sapere già cosa hanno e cercano solo conferme. Quando queste non arrivano, nascono i momenti più difficili».
Il pronto soccorso in cui lavora è intitolato a suo padre, Vito Procacci, già direttore della struttura e scomparso due anni fa. «Quello che è successo domenica è minuscolo rispetto al segno che mio padre ha lasciato qui», ha spiegato. Nonostante l'aggressione, la motivazione resta intatta: «L'emergenza-urgenza è un settore difficile, ma io e i miei colleghi lo sceglieremmo ancora».
E ai cittadini lancia un appello: «Fidatevi dei medici. Non siamo nemici, ma alleati. Siamo qui per voi ogni giorno dell'anno».
venerdì 13 marzo 2026 11:16
Aggredito al Policlinico di Bari, il molfettese Ettore Procacci al TG1: «L'amore per questo lavoro rimane»
Lo specialista di Emergenza-urgenza racconta l’episodio avvenuto mentre difendeva una collega