Il volto di Gianni Carnicella è tra i primi a incrociare lo sguardo di chi entra nella Procura di Trani. È il volto di un sindaco che disse no alla mafia e pagò con la vita la sua scelta. La sua fotografia fa parte dell'"angolo della memoria", uno spazio dedicato alle vittime innocenti della criminalità organizzata: uomini che, in ruoli diversi, hanno difeso legalità e dignità senza arretrare davanti alle pressioni mafiose.
Gianni Carnicella, sindaco di Molfetta, fu assassinato il 7 luglio 1992. La sua colpa fu quella di non aver concesso un permesso per un concerto: un rifiuto che rappresentò un gesto di fermezza contro interessi criminali. Un no che segnò il suo destino, ma che ancora oggi rappresenta un simbolo di integrità istituzionale. Accanto alla sua immagine ci sono quelle di altre quattro vittime innocenti: Donato Boscia, ingegnere di Corato ucciso a Palermo mentre lavorava alla progettazione di un invaso per l'acquedotto cittadino; Gioacchino Bisceglia, falegname di Terlizzi assassinato il 25 febbraio 1996 per essersi rifiutato di pagare per riavere l'auto rubata al fratello; Antonio Lorusso, di Ruvo di Puglia, morto nell'attentato mafioso contro il magistrato Pietro Scaglione; e Sergio Cosmai, direttore del carcere di Cosenza originario di Bisceglie, crivellato di colpi dalla 'ndrangheta il 12 marzo 1985.
«Il vento della memoria non ferma il tempo ma impedisce al tempo di cancellare ciò che dobbiamo tenere a mente», ha spiegato il procuratore di Trani Renato Nitti, promotore dell'iniziativa. Le fotografie sono state realizzate da Donato Boscia e rappresentano un invito a ricordare chi ha pagato con la vita la propria coerenza. Alla cerimonia è intervenuto anche don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, che ha ricordato quanto sia ancora incompleta la ricerca della verità per molte famiglie delle vittime. «L'80% dei familiari non conosce la verità su ciò che è accaduto ai propri cari. In un Paese come l'Italia questo diritto deve essere cercato fino in fondo».
Secondo don Ciotti, la memoria non può ridursi a un rito formale. «Siamo un Paese che ha avuto un'emorragia di memoria. Il 21 marzo leggeremo venti nuovi nomi rimasti finora sconosciuti. Sono nomi che entrano nelle case per ricordarci che la memoria vera deve tradursi ogni giorno in responsabilità e impegno».
E tra quei volti che accolgono chi entra in Procura, quello di Gianni Carnicella continua a raccontare la stessa storia: quella di un amministratore pubblico che scelse di restare dalla parte della legalità, anche quando farlo significava rischiare tutto.
sabato 14 marzo 2026 09:32
Inaugurato l'Angolo della Memoria nella Procura di Trani: c'è anche il ricordo di Gianni Carnicella
Spazio dedicato alle vittime innocenti della criminalità organizzata: uomini che, in ruoli diversi, hanno difeso legalità e dignità