La tradizione vuole che, allo scoccare delle 3:30 del mattino del Venerdì Santo, nel silenzio interrotto dalle note delle marce funebri e nel buio illuminato dalle candele, la chiesa di Santo Stefano spalanchi le sue porte per dare inizio alla processione che, per circa nove ore, attraversa le vie della città.
Quest'anno, però, il copione è cambiato: il maltempo e le lunghe piogge hanno costretto a posticipare la partenza alle ore 14:30. Niente alba, niente notte, ma nessuna nuvola è riuscita a scalfire il legame «viscerale» dei molfettesi, che hanno seguito numerosi la processione dei Cinque Misteri.
I cinque simulacri rappresentano i momenti drammatici della Passione di Cristo: Gesù Cristo nell'orto di Getsemani (in dialetto, Crìste all'ùerte), portato dalla Confraternita di Maria SS. Assunta in Cielo; Gesù Cristo alla colonna (Crìste alla kelònne), portato dalla Confraternita di Maria SS. del Buon Consiglio; Gesù Cristo coronato di spine (Crìste alla chènnèdde), portato dalla Confraternita di Maria SS. della Purificazione; Gesù Cristo che sale al monte Calvario (U' calvàrie), portato dalla Confraternita della Beata Vergine della Visitazione; Gesù Cristo morto (Crìste Mùerte), portato dall'Arciconfraternita di Santo Stefano.
Le statue, a grandezza naturale, sono caratterizzate da un realismo straordinario che le rende esempio di una sofferenza profonda e dignitosa. Nonostante i recenti studi attribuiscano queste sculture alla scuola napoletana della fine del Seicento, la paternità delle opere resta in parte avvolta nel mistero.
La statua che suscita le emozioni più forti è quella del Cristo morto. Si racconta che, durante i due conflitti mondiali, quando la statua percorreva le strade di Molfetta, si udissero le urla di dolore delle donne che piangevano per i propri figli, riconoscendo nel Cristo morto l'immagine dei loro giovani in guerra.
Un legame, quindi, indissolubile, oggi più vivo che mai.
venerdì 03 aprile 2026 19:17 Mariangela Altomare
Molfetta verso la Pasqua: la Processione dei Misteri - LE FOTO
Il foto racconto della processione di questo pomeriggio