Questo mattina la cronaca della Gazzetta del Mezzogiorno ha fedelmente ricostruito la cronaca sulla "vasca di colmata". Il candidato sindaco Mastropasqua allarga la riflessione attraverso un approccio integrato che sappia legare indissolubilmente lo sviluppo infrastrutturale alla qualità del paesaggio e alla partecipazione democratica.
«Non si può non rilevare l'eccessiva semplificazione del dibattito in corso e per questo lancio una proposta concreta quanto di rottura: un referendum consultivo cittadino».
Per Mastropasqua e la sua coalizione, il progetto della vasca di colmata, così come concepito, è orfano di una visione urbana integrata. «Considero quel progetto incompleto», dichiara il candidato. «Non basta colmare un'area di mare se attorno non si costruisce una vera idea di città. La vasca avrebbe dovuto procedere insieme ad almeno tre scelte nette: il rifacimento del lungomare, un progetto di fruibilità che trasformi quella zona in uno spazio vivo – e non in una distesa di pietre – e un piano per rendere finalmente balneabile quel tratto di costa. Senza questi tasselli, rischiamo un'opera che incida pesantemente sul paesaggio senza restituire alla comunità qualità urbana, accesso al mare e bellezza».
«Non si può non rilevare l'eccessiva semplificazione del dibattito in corso e per questo lancio una proposta concreta quanto di rottura: un referendum consultivo cittadino».
Per Mastropasqua e la sua coalizione, il progetto della vasca di colmata, così come concepito, è orfano di una visione urbana integrata. «Considero quel progetto incompleto», dichiara il candidato. «Non basta colmare un'area di mare se attorno non si costruisce una vera idea di città. La vasca avrebbe dovuto procedere insieme ad almeno tre scelte nette: il rifacimento del lungomare, un progetto di fruibilità che trasformi quella zona in uno spazio vivo – e non in una distesa di pietre – e un piano per rendere finalmente balneabile quel tratto di costa. Senza questi tasselli, rischiamo un'opera che incida pesantemente sul paesaggio senza restituire alla comunità qualità urbana, accesso al mare e bellezza».
La trappola delle ambiguità: porto e vasca sono un corpo unico
Mastropasqua entra poi nel merito dello scontro politico, smascherando quella che definisce l'"ambiguità tattica" di alcuni competitor. «C'è chi prova a dire: "Non sono contro il porto, sono solo contro la vasca di colmata". È un inganno tecnico. Porto e vasca, per come è strutturato l'iter attuale, sono legati in modo indissolubile. Fingere che siano piani separati è un modo ambiguo per dire "no" al porto senza avere il coraggio di dichiararlo apertamente».
La proposta: referendum consultivo
Davanti a una scelta che segnerà il profilo della città per i prossimi decenni, la soluzione proposta è il ritorno alla sovranità popolare. «Lasciamo che a decidere siano i molfettesi», propone Mastropasqua. «Promuoverò una grande operazione di partecipazione: un referendum consultivo. Ogni intervento sulla costa deve rientrare in un disegno più ampio: che lungomare vogliamo tra dieci anni? Che rapporto vogliamo tra la città, il porto e l'acqua? Da sindaco, il mio approccio sarà questo: non guardare al singolo cantiere, ma alla fotografia complessiva del nostro mare e del nostro paesaggio».
Responsabilità amministrativa e correttezza procedurale
La nota si chiude con un richiamo al pragmatismo necessario per governare una fase burocratica ormai avanzatissima. Con le buste di gara già aperte e l'aggiudicazione imminente, Mastropasqua avverte: «Ogni passo avrà conseguenze tecniche, legali e paesaggistiche irreversibili. In questa campagna vedo troppe semplificazioni e slogan facili. Al dossier del porto non servono urla, ma serietà, studio e responsabilità. Molfetta non può permettersi ulteriori errori o anni di stallo».