Ancora una volta il maestro Riccardo Muti conferma la sua attenzione verso i giovani con questo progetto di alto profilo che è allo stesso tempo colto ed inclusivo, raffinato e popolare. La manifestazione della XXXVII edizione di Ravenna Festival ha quindi diversi aspetti e sfaccettature.
Sarà l' occasione per celebrare Francesco d' Assisi attraverso il verso il verso del Paradiso dantesco, «Nacque al mondo un sole». Francesco d'Assisi fu un gigante del Medioevo.Vissuto un secolo prima di Dante, come lui modernissimo, Francesco è in grado d'impartire lezioni all'odierna convivenza civile su tutta una serie di temi.
È quindi l' ispiratore di questo evento culturale a tutto tondo che è il festival ravennate. Vi è da aggiungere anche l' aspetto musicale
Francesco è infatti un santo canoro: il suo Cantico delle creature rappresenta, la prima prova consapevole della letteratura volgare: è con ogni probabilità destinato al canto, di lode al creatore e di fratellanza con l'intero creato. Una vocazione musicale cui l'ordine francescano ha conservato nei secoli memoria e fedeltà, fino ai giorni nostri.
Il direttore Riccardo Muti aveva introdotto tanto felicemente già dallo scorso anno nella programmazione di Ravenna Festival l'attenzione verso il canto.
Infatti compagini musicali dall' intera Penisola erano giunte a Ravenna per due giorni di prove aperte decretando uno strepitoso successo, tanto da suggerire una seconda edizione.
Su questo sfondo corale e popolare, si stagliano altre, numerose e preziose occasioni favorite anche dal fatto che Ravenna, con le sue basiliche millenarie, offre peraltro le sedi più adatte per il canto. E ora scendiamo nei dettagli.
Il Santo folle, azione scenica di Guido Barbieri con musica di Marcello Fera, annovera le voci di Nicola Zambon e Ludovico Dal Pra, l'attrice Astra Lanz, il Conductus Ensemble e il Gruppo Vocale Heinrich Schütz in una riflessione musicale sul viaggio profetico di Francesco presso il Sultano d'Egitto. Lo storico Franco Cardini contestualizzerà invece la figura di Francesco tramite laudi umbre e fiorentine dell'ensemble La Reverdie, mentre il progetto Giullari di Dio, concepito dal musicologo medievista Francesco Zimei, propone con l'Ensemble Micrologus di Patrizia Bovi la ricostruzione musicale del Cantico delle creature, contornata sempre dal sound filologico di laudi coeve. Allargando lo sguardo oltre il Medioevo, il concerto Sora nostra morte corporale del Coro & Ensemble 1685 del Conservatorio di Ravenna diretto da Antonio Greco, propone mottetti di Bach e il Requiem di Zelenka; quello del Poème Harmonique di Vincent Dumestre, ugualmente impegnato con Bach, il Magnificat BWV 243a e i pezzi che nel 1723 ne accompagnarono la prima esecuzione. Specialisti del barocco napoletano, Leslie Visco, Marta Fumagalli e la Cappella Neapolitana diretti da Antonio Florio offrono nel concerto Per la nascita del Verbo un seducente repertorio di ninnenanne, cantate, tarantelle e pastorali.
Ma non basta. Altre compagini corali importanti si alternano sulla scena ravennate anche quest'anno, come gli estoni di Vox Clamantis, interpreti di riferimento per Arvo Pärt.Lo stesso coro s'impegnerà contestualmente, insieme ad altri gruppi come l'"orchestra di voci" maschili dei Chanticleer di San Francisco, i cori da camera Vikra e del Conservatorio di Ljubljana nel tradizionale presidio delle liturgie nelle basiliche ravennati, intitolato In templo Domini.
Ma non basta, un repertorio ricchissimo e raffinato.
La voce è protagonista anche nella novità della Bambina inglese, che rielabora un capitolo della storia infinita di Ravenna, assumendo a protagonista Allegra Byron, figlia del poeta romantico, che rivive nell'immaginazione di Elena Bucci (autrice di libretto, drammaturgia e regia), con la musica di Paolo Baioni, classe 1963, interpretata dal controtenore Helmar Hauser.
Si potranno però ascoltare altri generi differenti come il concerto della cantautrice portoghese Dulce Pontes, prima tappa italiana del tour dedicato ai 35 anni di una carriera all'incrocio tra pop, folk e fado, o quello di una cantautrice di una generazione più giovane come Emma Nolde, coadiuvata dall'Orchestra La Corelli.
E ancora cambio di registro con il pasoliniano reading/omaggio/ orazione P.P.P.
Profezia è Predire il Presente di Massimo Zamboni, della band CCCP, con il Coro Interculturale di Reggio Emilia. Intimamente vocale è anche il racconto Una panchina, due finestre, in cui è protagonista Giovanna Baviera.
Il progetto è a lungo termine infatti il canto non si esaurirà con l'estate: la Trilogia d'Autunno Mozart 1791 proporrà tre meraviglie dell'estrema vocalità mozartiana con Ottavio Dantone alla testa dell'Orchestra Cherubini e la regia di Chiara Muti: La clemenza di Tito, L'ultimo incanto - un originale e visionario racconto della vita di Mozart a partire dalle arie e dai dialoghi di Die Zauberflöte - e l'incompiuto Requiem.
In questo ambizioso progetto il maestro Muti ha coinvolto anche la figlia. Molfetta si augura che, come ha annunciato nella sua visita in città che lo ha visto protagonista indiscusso, possa portare un grande progetto musicale sul territorio per valorizzare i talenti e proporre un evento a largo respiro nel nome dell' arte e della cultura.
mercoledì 27 maggio 2026 07:00
Con il progetto «Cantare amantis est» Riccardo Muti dirige oltre 3500 coristi a Ravenna
Ancora una volta il Maestro di Molfetta conferma la sua attenzione verso i giovani con questo progetto di alto profilo