Era finito in manette, arrestato su ordinanza cautelare in carcere del Tribunale di Trani, poi sostituita con i domiciliari, per atti persecutori (stalking), accusato di aver minacciato e molestato la sua ex. I giudici del Riesame di Bari, però, hanno annullato la misura, ordinando «l'immediata rimessione in libertà dell'indagato».
La vicenda arriva da Molfetta, dove un 43enne del posto, con precedenti, è stato arrestato lo scorso 13 giugno dai Carabinieri della locale Stazione su ordinanza della giudice per le indagini preliminari Marina Chiddo perché, «con condotte reiterate, minacciava e molestava l'ex convivente», 34enne, «non accettando la fine della relazione». L'uomo, da aprile 2025 a giugno scorsi, «le inviava numerosi messaggi e le telefonava con utenza anonima». Fino a portarla all'esasperazione.
La questione ha fatto aprire un'indagine, ma, nei mesi successivi, dopo averla minacciata «di un male ingiusto e grave», dicendole «ti spacco la faccia, ti spezzo il cuore», è accaduto di più. Il 5 novembre scorso, dopo averla minacciata («Ti taglio la testa e le gambe») avrebbe estratto «un coltello, con intento minatorio». Ed ancora: pur sottoposto alla sorveglianza speciale, il 7 marzo scorso avrebbe mandato «un messaggio» alla ex, «minacciando di spararle e di incendiarle l'auto».
Gli inquirenti hanno ricostruito le condotte del 43enne e l'hanno arrestato, ravvisando il «pericolo di reiterazione» del reato. Decisione, però, travolta dal Riesame (presidente Giovanni Abbattista) che, su istanza degli avvocati Michele Salvemini e Giuseppe Germinario, ha annullato l'ordinanza. Motivazioni entro 45 giorni.
sabato 04 luglio 2026 07:00 Nicola Miccione
Arrestato per stalking all'ex convivente, rimesso in libertà dal Riesame
Colpevole per la Procura e il Tribunale di Trani, ma i giudici del capoluogo pugliese hanno annullato l'ordinanza di custodia cautelare