Ci sono persone il cui ricordo non si affida soltanto alla memoria di chi le ha conosciute. Continua a vivere nei luoghi che hanno contribuito a trasformare, nelle idee che hanno seminato, nelle opportunità che hanno saputo aprire per gli altri. A dieci anni dalla sua scomparsa, Guglielmo Minervini appartiene a questa categoria di uomini pubblici: la sua eredità non è racchiusa soltanto nelle pagine della storia politica pugliese, ma continua a manifestarsi nelle comunità che ha contribuito a rendere più aperte, più partecipi, più consapevoli del proprio futuro.
È questo il senso profondo dell'evento commemorativo, che si è svolto questa mattina presso l'Aula del Consiglio regionale, dedicato al consigliere e assessore regionale Guglielmo Minervini, a dieci anni dalla sua scomparsa. Un momento istituzionale di riflessione e confronto rivolto a una delle figure che più hanno provato a innovare il rapporto tra istituzioni, territori e cittadini, lasciando un segno profondo nella vita pubblica pugliese.
Una cerimonia che ha visto tantissimi amici gremire l'emiciclo della massima assise regionale, presenti con il figlio Nicolò, la moglie Maria Turtur, nelle vesti di Presidente dell'associazione "Guglielmo Minervino Aps", di Toni Mattarelli Presidente del consiglio regionale, di Antonio Decaro, Presidente della Regione Puglia, di Felice Spaccavento Presidente della 3^ Commissione regionale, di Mimma Gattulli Segretaria generale della Presidenza del consiglio regionale, dei consiglieri regionali, tra questi Domenico De Santis e Nicola Rutigliano, di Manuel Minervini, Sindaco di Molfetta, del vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi Mons. Domenico Basile, di Don Riccardo Agresti, direttore della Comunità Senza Sbarre", presente con Don Vincenzo Giannelli ed il Presidente del sodalizio che si occupa del reinserimento di detenuti presso la Masseria "San Vittore" di Andria, Giannicola Sinisi, con Valeria Pirè Direttrice dell'Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna per la Puglia e Basilicata.
"Ritrovarci qui oggi per ricordare Guglielmo Minervini – ha esordito il presidente del Consiglio regionale, Toni Matarrelli (ne riferiamo con comunicato a parte) – non è un atto dovuto o formale: è un gesto vivo, che ci chiama a una responsabilità condivisa: ritrovare il senso profondo del nostro lavoro e del nostro impegno dentro e fuori le istituzioni".
Ricordare Guglielmo Minervini significa, prima ancora che rendere omaggio a un amministratore e a un consigliere regionale, interrogarsi sul significato più autentico della politica. Un'eredità profonda che, secondo il presidente della Giunta regionale, Antonio Decaro (ne riferiamo con comunicato a parte), "non ha perso la sua forza, ma che invece ci invita a guardare avanti con il coraggio, l'ascolto e la visione che hanno contraddistinto il suo impegno civile e politico".
Anche il presidente della III Commissione, il consigliere Felice Spaccavento, che con Minervini ha condiviso una profonda amicizia, ha ricordato come "per Guglielmo la politica non fosse l'arte di conservare l'esistente, ma il coraggio di immaginare ciò che ancora non c'era".
La politica, quindi, come costruzione di futuro: un paziente lavoro di tessitura di relazioni, di fiducia e di speranza, nella convinzione che ogni comunità custodisse energie spesso invisibili, pronte a emergere se qualcuno avesse avuto il coraggio di riconoscerle. Sono queste le ulteriori riflessioni emerse nel corso dell'evento di oggi dagli interventi del sindaco di Molfetta, Manuel Minervini, e di don Riccardo Agresti, referente del progetto diocesano e della Comunità "Senza sbarre" di Andria.
Questo sguardo nasceva dalla sua esperienza umana prima ancora che politica. L'incontro con don Tonino Bello, l'impegno nella Casa per la Pace di Molfetta, il volontariato, il dialogo con il mondo dell'associazionismo e della scuola gli avevano insegnato che il cambiamento autentico non si impone dall'alto: cresce nell'ascolto, nella prossimità, nella capacità di fare spazio agli altri. Per questo la pace non fu mai, per lui, una parola da evocare nelle ricorrenze, ma una pratica quotidiana di governo, un metodo fondato sul dialogo, sulla giustizia e sulla responsabilità condivisa.
Chi lo ha conosciuto e ha lavorato al suo fianco ha ricordato soprattutto questa capacità: vedere possibilità dove altri vedevano limiti. Fu questo sguardo a ispirare alcune delle esperienze più innovative della Puglia contemporanea. Le politiche giovanili, i Laboratori Urbani, Bollenti Spiriti e la restituzione dei beni confiscati alle comunità non furono soltanto programmi amministrativi, ma una dichiarazione di fiducia nelle persone e nelle comunità. Dietro quelle scelte vi era un'idea semplice e, insieme, rivoluzionaria: i giovani non sono destinatari di politiche pubbliche, ma protagonisti del cambiamento; la creatività, la cultura, l'impegno civico e l'innovazione sono risorse decisive per costruire una società più giusta e più libera.
Maria Turtur, moglie di Guglielmo Minervini e presidente dell'Associazione che porta il suo nome, ha illustrato l'attività che da dieci anni promuove nei territori. "Guglielmo – ha detto – aveva la capacità di ascoltare senza pregiudizi e di trasformare quell'ascolto in azione pubblica. Frequentava i territori, le periferie, le associazioni, le scuole, convinto che le istituzioni dovessero saper imparare prima ancora che decidere". L'associazione ha attinto da questa eredità la propria visione e la propria azione quotidiana al servizio dei giovani e delle persone più fragili, perché nessuno resti indietro e affinché ogni persona possa esprimere pienamente la propria dignità.
A distanza di dieci anni, ciò che rende ancora viva la figura di Guglielmo Minervini non è soltanto ciò che ha realizzato, ma il modo in cui ha interpretato il servizio pubblico. In un tempo in cui la politica rischia spesso di misurarsi sull'immediatezza e sulla ricerca del consenso, la sua testimonianza continua a ricordare che governare significa anzitutto generare fiducia, costruire legami, dare voce a chi ne ha meno e coltivare speranza.
È questa la lezione che il Consiglio regionale della Puglia, come ha sottolineato nelle conclusioni il Segretario Generale Mimma Gattulli, intende oggi consegnare alla memoria collettiva. Perché il ricordo di Guglielmo Minervini non appartiene soltanto al passato. Continua a interpellare il presente e invita ciascuno, nelle istituzioni e nella società civile, a considerare la politica come il luogo in cui una comunità sceglie il proprio futuro. Ed è forse questa la forma più autentica della sua eredità: aver dimostrato, con la forza mite delle idee, che il futuro non si attende, ma si costruisce insieme.
lunedì 03 agosto 2026 20:38
Il Consiglio regionale della Puglia commemora Guglielmo Minervini a dieci anni dalla sua scomparsa
"La politica come costruzione di futuro", la sala del consiglio gremita di tantissimi amici e personaggi delle istituzioni