Nuova tegola sull'impero della floricoltura pugliese, il gruppo Cicolella. La Procura della Repubblica di Trani ha chiuso le indagini su Corrado Ciccolella, 69enne, e su altre 8 persone accusate, a vario titolo e secondo le rispettive responsabilità, di bancarotta preferenziale e distrattiva, oltre che di ricettazione e di riciclaggio.
L'inchiesta del pubblico ministero Francesco Tosto, nel novembre 2023, aveva portato al sequestro di beni per oltre 14 milioni di euro, poi restituiti per metà dopo che il Riesame aveva annullato le contestazioni sui reati tributari. L'inchiesta sulle società operanti nel settore floro-vivaistico è partita dal fallimento della Fratelli Ciccolella s.r.l., ad aprile 2020, che aveva debiti per circa 20 milioni di euro nei confronti di un'impresa controllata, l'Alibio, a sua volta dichiarata fallita nel 2011.
Nonostante un processo civile per ottenere il pagamento del debito, nel 2017, Ciccolella con Alessandro Cogo, di 86 anni, e Valeria Serafini, di 45 anni, avviarono un'operazione societaria («scissione parziale proporzionale») per trasferire a una società in fase di costituzione, la Ngc Floriale s.r.l., mai diventata operativa, beni per complessivi 7 milioni. Tra questi anche un terreno e un capannone industriale a Molfetta (4,5 milioni) e tre appartamenti nel comune di Candela (1 milione).
Ciccolella (difeso dall'avvocato Domenico di Terlizzi), insieme ad altre due persone è accusato pure di aver causato il dissesto della Gc Impianti, da cui sarebbero stati sottratti 5,7 milioni, trasferiti ad altre società del gruppo. Stessa accusa di bancarotta fraudolenta per quest'ultima società, la Gc Impianti, fallita nel 2021.
domenica 06 settembre 2026 10:13 Nicola Miccione
Ancora guai per il «re dei fiori», chiuse le indagini su Ciccolella
La Procura di Trani accusa nove persone per il fallimento delle aziende riconducibili all'imprenditore di Molfetta