«Non mi sono fatto problemi a menare a tizio, figurati se mi faccio problemi a menare a te». Una minaccia verbale che sarebbe stata detta dal 53enne Francesco Spezzacatena a chi avrebbe dovuto «compiere la doverosa attività di verifica della situazione di illiceità riscontrata sulla gestione del PalaPanunzio di Molfetta».
È quanto emerge dal decreto di sequestro della struttura di via Giovinazzo. La firma è del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Marina Chiddo, che contesta al maestro della Pienza Boxe di avere «minacciato un pubblico ufficiale (Antonio Allegretta dell'ufficio Sport di Palazzo di Città) per costringerlo ad omettere un atto dell'ufficio», secondo quanto sottoscritto proprio da Allegretta all'avvocato Bepi Maralfa, all'epoca dei fatti al vertice dell'ufficio Anticorruzione.
In una conversazione captata negli uffici comunali Maralfa chiede chi fosse il gestore del PalaPanunzio: «Quindi il gestore è Pienza Boxe?», è il punto di domanda del penalista molfettese. «È lui, è lui [...]», è la risposta di Allegretta. «Se noi sappiamo che c'è un abusivo là dentro - è il ragionamento di Maralfa - bisogna fare la denuncia e buttarlo fuori. Questo ci impone la legge di fare [...]». E la magistratura, ieri mattina, ha apposto i sigilli al Palasport e pure a un'abitazione adiacente.
Lo stesso immobile di cui ha chiesto lumi Maralfa: «Esiste un'abitazione lì dentro al Palazzetto?». Allegretta: «Penso che la occupi lui». E il 25 marzo i Carabinieri hanno verificato l'identità delle persone «che di fatto abitavano la casa comunale», identificando la 70enne Damiana De Bari, la figlia Carolina Picaro, di 40 anni, e il marito di De Bari, Michele Arcangelo Nunzio Picaro, di 74 anni, indagati per invasione di terreni o edifici con la suocera dell'uomo, Carolina Vernola, di 90 anni.
Per il giudice, che ha condiviso l'impianto accusatorio del pubblico ministero della Procura della Repubblica di Trani, Marco Gambardella, «risulta evidente come l'amministrazione comunale fosse pienamente consapevole circa lo stato di occupazione del Palazzetto e dell'abitazione adiacente». Nel decreto è indagato pure l'impiegato comunale Diego Iessi accusato di peculato per avere, con l'auto comunale, fatto «uso per finalità estranee alle attività istituzionali cui era destinata».
Per gli inquirenti, dunque, l'impianto sportivo di via Giovinazzo sarebbe stato invaso «arbitrariamente al fine di occuparlo e trarne profitto» sin dal 2019. «Ma non si spiega come mai dal 2018 - ha annotato il gip -, nonostante non sia mai stato corrisposto alcun canone, l'amministrazione sia rimasta inerme in tal senso».
giovedì 08 ottobre 2026 11:01 Nicola Miccione
PalaPanunzio, le intimidazioni al dipendente: «Non mi faccio problemi a menare a te»
Il maestro Spezzacatena è indagato anche per minaccia a pubblico ufficiale «per costringerlo ad omettere un atto dell'ufficio»