giovedì 15 ottobre 2026 08:56

Il soprano molfettese Sara Allegretta porta la scuola del canto italiano dalla Puglia alla Lituania

Dopo la recente esperienza a Mosca, in questi giorni è impegnata alla Magnus University Music Academy di Kaunas

Il Conservatorio statale di musica "Niccolò Piccinni" di Bari si conferma un punto di riferimento per la formazione musicale anche grazie all'attività di docenti che portano la propria esperienza oltre i confini nazionali. Tra questi c'è il soprano molfettese Sara Allegretta, impegnata da anni nell'insegnamento e nella trasmissione della tradizione vocale italiana alle nuove generazioni di cantanti.

Artista nota al pubblico internazionale per le sue interpretazioni nei principali teatri e per le collaborazioni con direttori d'orchestra di fama, tra cui Riccardo Muti, Allegretta affianca all'attività artistica un percorso didattico che trova nel Conservatorio barese uno dei suoi centri principali. Qui insegna Musica vocale da camera, mettendo a disposizione degli allievi le competenze maturate sul palcoscenico e l'esperienza nel repertorio lirico.

Il suo approccio didattico pone particolare attenzione alla consapevolezza corporea, all'espressività, alla pronuncia e al rigore stilistico, elementi fondamentali per la costruzione di un'interpretazione consapevole e rispettosa della tradizione musicale. L'attività della docente non si limita però alle aule del "Piccinni". La sua esperienza è richiesta anche all'estero, dove partecipa a iniziative di alta formazione rivolte a giovani cantanti e interpreti già avviati alla professione. Tra le tappe più recenti figura una masterclass a Mosca, seguita dall'impegno di questi giorni in Lituania.

Allegretta è stata infatti invitata alla Magnus University Music Academy di Kaunas, dove sta lavorando con un gruppo di giovani cantanti professionisti e studenti di livello avanzato, interessati ad approfondire le caratteristiche della scuola vocale italiana. Le lezioni sono dedicate in particolare al fraseggio, alla pronuncia della lingua italiana e all'interpretazione del repertorio, aspetti centrali per affrontare con consapevolezza lo stile melodrammatico. Un lavoro che mette in relazione tradizioni culturali differenti e conferma l'interesse internazionale per la musica vocale italiana.

«La didattica è un prolungamento naturale della mia vita sul palcoscenico», è la riflessione attribuita all'artista nel testo che accompagna l'iniziativa. Trasmettere conoscenze e sensibilità interpretativa a studenti di Paesi diversi significa, in questa prospettiva, favorire uno scambio culturale che trova nella musica un linguaggio condiviso.