mercoledì 04 novembre 2026 08:39

Il Governo a sostegno del comparto pesca. Molfetta ha perso il 57% delle barche dal 2000

Le imbarcazioni formalmente iscritte sono passate da 112 a 48 in poco più di un quarto di secolo

La crisi della pesca si misura anche attraverso i numeri della flotta locale. A Molfetta, porto storicamente legato all'attività peschereccia, le imbarcazioni iscritte sono passate dalle 112 del 2000 alle 48 attuali. Una contrazione del 57,1%, che significa 64 barche in meno in poco più di un quarto di secolo. È la fotografia di un comparto che continua a ridimensionarsi, tra costi di gestione crescenti, difficoltà economiche e necessità di rinnovamento.

Il dato cittadino emerge con particolare evidenza per il segmento dello strascico, che rappresenta ancora la componente principale della flotta: le unità sono scese da 103 a 42. Oggi, secondo la rilevazione riportata, le 48 imbarcazioni si distribuiscono in 42 pescherecci a strascico, 4 palangari e 2 unità con reti da posta. L'età mediana delle barche attualmente iscritte è di 28 anni: un ulteriore indicatore delle difficoltà di ricambio e ammodernamento.

È in questo scenario che si inseriscono le misure previste dal disegno di legge di bilancio approvato dal Consiglio dei ministri, con l'obiettivo dichiarato di sostenere un settore colpito anche dal caro carburante. Il provvedimento introduce un fondo biennale da 100 milioni di euro per l'efficientamento energetico e l'ammodernamento della flotta nazionale: 60 milioni nel 2027 e 40 milioni nel 2028. Le risorse dovrebbero contribuire a ridurre i consumi e favorire investimenti su motori, tecnologie e attrezzature di bordo.

La seconda novità riguarda i lavoratori del mare. Dal 2027 è prevista in forma strutturale la tutela del reddito attraverso la CISOA, con un'indennità pari all'80% della retribuzione per un massimo di 90 giorni all'anno nei periodi di fermo o difficoltà. Resta però da capire quale sarà la ricaduta concreta degli stanziamenti sulle singole marinerie. Se i 100 milioni fossero ripartiti in parti uguali tra le 12.235 imbarcazioni iscritte a livello nazionale, la quota teorica sarebbe di circa 8.200 euro per barca nell'intero biennio, poco meno di 4.900 euro considerando il solo stanziamento del 2027. Un calcolo puramente indicativo, perché la distribuzione effettiva dipenderà dai criteri di accesso e dalle tipologie di intervento finanziabili. Ma è sufficiente a evidenziare quanto possa essere complesso sostenere investimenti strutturali con risorse limitate.

Per Molfetta, dove in 26 anni è scomparsa più della metà delle imbarcazioni registrate, la sfida non riguarda soltanto il sostegno immediato alle imprese e agli equipaggi. Il progressivo ridimensionamento della flotta pone anche una questione di prospettiva: garantire condizioni economiche e strumenti adeguati affinché la pesca continui a rappresentare una componente vitale dell'identità produttiva e della storia della città.