
Dopo una carriera segnata da vittorie e titoli, Claudio Squeo guarda al 2026 con l'obiettivo di completare il percorso iniziato da ragazzo, quando la boxe gli ha permesso di trasformare il bullismo subito da bambino in determinazione e disciplina. Trentaquattrenne, Squeo è l'unico pugile italiano ad aver conquistato il titolo europeo dell'International Boxing Federation e vanta già nel suo palmarès il titolo nazionale italiano, il titolo internazionale latino IBF e quello mediterraneo IBO.
Il 2025 lo ha visto tornare sul ring a Bari con una vittoria contro il bosniaco Demir Gulamic e affrontare il mondiale in Australia contro Jay Opetaia. Pur fermandosi al quinto round, Squeo non ha considerato la sconfitta un ostacolo, ma un incentivo a prepararsi meglio per il prossimo tentativo di conquistare il titolo mondiale. Per il 2026 ha programmato allenamenti intensi, perfezionamento tecnico e nuovi match internazionali che possano riportarlo ai vertici del pugilato mondiale.
Oltre allo sport, Squeo continua a investire sugli studi: ha completato due lauree, in giurisprudenza e in scienze motorie, e cerca di trasmettere ai giovani non solo i valori della disciplina sportiva ma anche lezioni di vita. "Se il bullo nota che tu fai un passo indietro, lui fa tre passi avanti. Ma se tu fai il passo avanti, il bullo si ferma e inizia a indietreggiare", spiega, condensando la filosofia che lo ha portato da bambino sovrappeso e deriso a campione europeo e punto di riferimento per chi lotta ogni giorno contro difficoltà e pregiudizi.
Il 2026 sarà quindi l'anno della rivincita, non solo sul ring, ma nella conferma del percorso di crescita personale e sportiva che Squeo continua a costruire, tra disciplina, determinazione e impegno quotidiano.
