
La preoccupazione per i tanti molfettesi e per i loro discendenti residenti in Venezuela cresce di ora in ora, mentre dal Paese sudamericano arrivano notizie drammatiche di una situazione improvvisamente precipitata. Nella notte scorsa il Paese sudamericano è stato scosso da una grave escalation militare, con raid aerei ed esplosioni a Caracas e in altre zone strategiche, in un contesto che ha gettato la popolazione civile nello smarrimento e nella paura. Le autorità statunitensi hanno annunciato un'operazione di forza contro il governo venezuelano e la cattura del presidente Nicolás Maduro, mentre da Caracas si parla di aggressione e violazione della sovranità nazionale, con la proclamazione dello stato di emergenza.
In questo scenario di forte instabilità, l'attenzione della comunità molfettese è tutta rivolta ai propri concittadini che vivono in Venezuela, dove esiste una presenza storica e significativa di famiglie originarie di Molfetta. La migrazione molfettese verso il Venezuela si è sviluppata soprattutto nel secondo dopoguerra, tra gli anni Quaranta e Sessanta, quando il Paese sudamericano, trainato dall'economia petrolifera, offriva lavoro e prospettive a migliaia di italiani. Molti molfettesi partirono inizialmente da soli, spesso giovani uomini, trovando impiego nell'edilizia, nel commercio, nell'artigianato e nelle piccole attività familiari; col tempo richiamarono mogli, figli e parenti, dando vita a una comunità compatta e ben radicata, concentrata soprattutto nelle grandi città come Caracas e Maracaibo. Anche con il passare delle generazioni, il legame con la città d'origine è rimasto forte, alimentato da rientri periodici, rimesse, relazioni familiari e iniziative associative.
Oggi molti di quei migranti sono anziani, e la comunità è composta in larga parte da figli e nipoti, spesso cittadini italo-venezuelani, profondamente integrati nella società locale ma ancora legati alle proprie radici molfettesi. Proprio per questo le notizie di esplosioni, voli militari a bassa quota, blackout e difficoltà nelle comunicazioni stanno alimentando l'ansia dei familiari rimasti in Italia, che faticano a mettersi in contatto con i propri cari e seguono con apprensione gli sviluppi della crisi.
L'Ambasciata e i Consolati italiani hanno invitato i connazionali a limitare al massimo gli spostamenti, a restare nelle proprie abitazioni e a mantenere contatti costanti con la rete diplomatica, mentre il governo italiano monitora l'evolversi degli eventi. Per i molfettesi del Venezuela, e per l'intera comunità di origine, queste ore rappresentano un momento di grande incertezza e paura.
