
Il movimento Rinascere ha commentato con una lunga nota stampa le prime indiscrezioni del 2026 relative allo scenario politico in vista delle elezioni amministrative in programma a Molfetta nei prossimi mesi. A seguire, il comunicato:
"Il degrado della politica cittadina non è solo frutto di pratiche individuali: è l'effetto di meccanismi costruiti nel tempo e difesi da un ceto politico e comitati d'affari, sempre più impegnati a conservarsi. Oggi abbiamo un dovere: offrire a Molfetta un'alternativa vera, che tagli con il passato e generi un governo sano, competente e lungimirante. Non c'è tempo da perdere: le forze progressiste devono riattivarsi subito per costruire un progetto solido, capace di interpretare una fase complessa ma anche ricca di energie e opportunità.
Per questo esprimiamo grande preoccupazione per le indiscrezioni che da mesi circolano sulla presunta disponibilità del candidato sindaco del centrodestra alle ultime elezioni amministrative, Pietro Mastropasqua, a guidare una coalizione di centrosinistra. Uno scenario surreale, che confonde l'elettore, disorienta chi segue la politica ogni giorno e soprattutto ferisce l'elettorato democratico e progressista, che chiede chiarezza, coerenza e contenuti".
"Secondo le indiscrezioni, l'operazione prevederebbe l'innesto di liste conservatrici vicine a Mastropasqua – oggi più deboli e fuori dal proprio habitat, con una parte significativa di consenso destinata a restare a destra – e l'aggregazione di contenitori privi di identità politica (pur non privi di biografia politica), protagonisti dell'amministrazione Tommaso Minervini e particolarmente interessati all'area delle politiche sociali. Uno scenario inaccettabile".
"Pietro Mastropasqua, che rispettiamo come persona e professionista, peraltro, si è già occupato in modo discutibile di territorio e ambiente, come assessore all'urbanistica in coalizione con Tammacco. Parliamo di bilanci amministrativi e scelte che hanno segnato la città. Sotto il suo assessorato Molfetta ha visto proseguire un modello di sviluppo incapace – o non interessato – a governare l'espansione edilizia e ad alzare gli standard di qualità della vita: servizi, verde urbano, costa, traffico, vivibilità. Nessun piano di secondo livello, nessuna strategia, nessuna visione: solo gestione ordinaria, inerzia e proliferazione del cemento".
«Che tutto questo sia accaduto per incapacità o per scelta politica non ci interessa – afferma Corrado Minervini, coordinatore del movimento Rinascere –. Ci interessa il futuro di Molfetta. Ed è un futuro che può essere costruito solo dentro un campo progressista credibile, riconoscibile e concreto: dal PD a Rifondazione Comunista, insieme a una forte presenza di energie sociali e culturali nuove che stanno costruendo un tessuto di partecipazione e impegno civico inedito».
"Oggi abbiamo una possibilità concreta: mettere in campo un progetto nuovo, che chiuda i conti col passato senza nostalgia, che unisca senza confondere, che renda protagonista una generazione nuova accanto alle esperienze democratiche già strutturate. Questa volta la responsabilità è una sola: non deludere. Offrire un governo stabile e avanzato. Portare Molfetta fuori dal suo presente immobile. Aprire una stagione di futuro".
"E diciamo con chiarezza a chi pensa di poter "costruire" la realtà a tavolino: il cittadino non vive nel set del Truman Show. È consapevole: vede, capisce, ricorda. Per questo serve luce, trasparenza, verità. Rinascere è pronta a riaprire il dialogo con tutte le forze progressiste ed è impegnata da mesi non solo ad ascoltare, ma a creare le condizioni perché i cittadini tornino protagonisti: nelle scelte, nelle priorità, nelle soluzioni".
"Togliamo la modalità aereo. Rimbocchiamoci le maniche, insieme. Molfetta ha attraversato anni difficili e molti, soprattutto giovani, hanno imparato a non aspettarsi più nulla. È comprensibile. Ma è proprio qui che si gioca la partita: una città cambia solo quando qualcuno smette di dire "tanto è tutto uguale" e pretende una politica leggibile, controllabile, giusta".
"Questa primavera non scegliamo solo un sindaco.
Scegliamo se tornare città, o restare spettatori".
"Non un equilibrio di sopravvivenza.
Non un collage di convenienze".
