
Un mondo altro, fatto di carta, dizionari e silenzi carichi di concentrazione, quello che ha preso vita nei corridoi del Liceo Classico 'Leonardo da Vinci'. Un mondo abitato da circa settanta studentesse e studenti arrivati da ogni parte d'Italia – da Brescia a Bergamo, da Parma ad Avellino, da Lucera a Pomigliano d'Arco, accanto ai Licei classici pugliesi – per confrontarsi con la traduzione e il commento di un brano della Medea di Euripide.
Giovani che hanno attraversato la Penisola spinti da una passione autentica per il greco antico e per quella civiltà che continua a parlare al presente. Volti che smentiscono stereotipi: non occhi incollati agli schermi, ma mani strette attorno a una penna, alla ricerca della parola più esatta, della sfumatura interpretativa più fedele, dopo settimane di studio sui testi e sui lessici, in preparazione al "Premio Cia Vangi Drago. Apò skenès. Agon/Certamen nazionale di traduzione da autori del teatro greco antico".
Ad accoglierli, la prof.ssa Tiziana Drago, docente di Lingua e Letteratura Greca presso l'Università di Bari, che ha fortemente voluto il Certamen insieme alla sorella Angela Drago. L'iniziativa nasce come tributo alla madre, la prof.ssa Cia Vangi Drago, che proprio in quelle aule ha guidato generazioni di studenti alla scoperta e all'amore per il greco. A fare gli onori di casa, la Dirigente scolastica dott.ssa Giuseppina Bassi e il dott. Angelo Delli Santi, in rappresentanza dell'USR Puglia, insieme a un affiatato team di docenti del Liceo impegnati, tra ieri, oggi e domani, nell'organizzazione dell'evento.
Il Premio è ideato e promosso dall'associazione "Per Cia Vangi Drago. Studium classici nel presente", fondata da amici ed ex allievi della docente, con il sostegno dell'Opera Pia Monte della Pietà e Confidenze, presieduta dall'ing. Sergio de Ceglia. A garantire l'alto profilo scientifico dell'iniziativa, un Comitato composto da studiosi di primo piano: Franco Montanari (Presidente), Tiziana Drago, Paola Ingrosso, Franco Martini, Nicola Pice, Piero Totaro.
Non solo una gara, dunque, ma un'esperienza di comunità culturale, un momento in cui il teatro greco antico è tornato a vivere tra i banchi di scuola, dimostrando che i classici non appartengono al passato, ma continuano a interrogare il presente. E che c'è una generazione pronta a raccoglierne la sfida, con rigore, passione e straordinaria maturità.
