martedì 14 aprile 2026 18:11

Il linguaggio che cambia le città. Mastropasqua accoglie l'appello di Amnesty International

Il candidato sindaco aderisce al vademecum in cinque punti di Amnesty International Molfetta contro l'odio in campagna elettorale

In una campagna elettorale che già nei suoi primi giorni ha conosciuto l'odore acre degli insulti online, dei profili falsi, della "melma" digitale riversata sulla reputazione delle persone, arriva tempestiva e benvenuta la voce di Amnesty International Molfetta — Gruppo Italia 236. Il loro appello, recentemente rilanciato e inviato direttamente ai candidati sindaco, chiede una cosa semplice e quasi rivoluzionaria: che la democrazia si svolga da persone civili.
Pietro Mastropasqua ha letto quella lettera. L'ha letta con attenzione, e non come un atto dovuto. L'ha letta come chi, quattro giorni prima, era salito sul palco del Borgo nel Pulo dopo aver ricevuto minacce e insulti, e aveva detto — senza enfasi, guardando in faccia la gente: «Pensavano che me ne fossi andato. E invece sono qui, con orgoglio».

Oggi, con questa nota stampa, la coalizione «L'Audacia di Unire» risponde formalmente a quell'appello. Lo fa non perché sia conveniente. Lo fa perché il rispetto, nella concezione politica di Mastropasqua, non è una strategia di comunicazione.
È il punto di partenza perché lo stesso linguaggio è un atto politico. Amnesty Molfetta cita il Barometro dell'Odio di Amnesty Italia, strumento di monitoraggio periodico che misura la diffusione dei discorsi d'odio nella comunicazione pubblica. I dati sono inequivocabili: il periodo pre-elettorale è quello in cui l'hate speech raggiunge i picchi più alti, in particolare sui social network. I post problematici — insulti, disinformazione, incitamento alla discriminazione — generano in media quasi duemila interazioni ciascuno. L'odio, detto semplicemente, funziona bene sul web. Funziona perché fa rumore. Perché attira clic. Perché abbassa il livello del discorso pubblico fino a renderlo irrespirabile.
Mastropasqua condivide questa lettura senza riserve: «La risposta all'odio non è l'odio contrario: è la presenza fisica, il dialogo reale, la stretta di mano vera. Ho chiamato i miei avversari per augurar loro buona fortuna, prima di salire sul palco. Non perché fosse una mossa calcolata. Perché è il modo in cui si fa politica – conclude – quando si crede davvero nelle persone".
I cinque punti: impegno formale della coalizione
La coalizione «L'Audacia di Unire» sottoscrive il vademecum in cinque punti promosso dalla Rete nazionale per il contrasto ai discorsi e ai fenomeni d'odio, riproposto da Amnesty Molfetta: linguaggio rispettoso, nessun insulto, nessuna disinformazione, dibattito utile e social responsabili.
Amnesty Molfetta chiede qualcosa di più: che la prossima amministrazione ponga il rispetto e la promozione dei diritti fondamentali al centro del proprio agire politico. Non come dichiarazione d'intenti. Come bussola quotidiana di ogni delibera, ogni bilancio, ogni progetto.

Mastropasqua conosce il peso di questa richiesta. È stato consigliere comunale dal 2008, assessore all'Urbanistica e alla Sicurezza. Sa che i diritti si traducono in appalti, in regolamenti, in servizi. Un presidio medico nella zona industriale SIPIP è un diritto: quello dei lavoratori a non essere soli se si sentono male sul lavoro. Le spiagge pubbliche attrezzate entro l'estate 2027 sono un diritto: quello di una città di mare a non negare il mare ai propri cittadini.
Per poi così concludere: «I diritti non sono un'agenda ideologica. Sono il selciato su cui cammina ogni giorno una città che funziona».