
«Voglio essere chiaro con i molfettesi: chiunque sia il prossimo sindaco, nessuno potrà mai fermare la realizzazione della vasca di colmata, che ha ricevuto tutte le autorizzazioni necessarie per la sua realizzazione. Oggi, il tema politico, dunque, non è se farla o meno, ma cosa farne quando verrà realizzata».
Parla così l'avvocato Adamo Logrieco, candidato sindaco di Molfetta per Fratelli d'Italia, Udc e "Azzolini per Logrieco Sindaco" alle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026, per rispondere al candidato sindaco di Rifondazione Comunista Manuel Minervini che, nell'esprimere contrarietà alla realizzazione dell'opera in adiacenza del lungomare Colonna, ha interpellato gli altri due omologhi sulla questione.
Per Logrieco, la soluzione è arredarla, renderla un'attrazione turistica, installare passeggiate in legno, baracchini, pedane a ridosso del mare per avere finalmente delle spiagge pubbliche attrezzate gratuite nel centro cittadino: «Tutte cose che si possono tranquillamente realizzare nel pieno rispetto della legge e delle qualità tecniche della vasca di colmata, che altro non è che un allargamento non edificabile del nostro lungomare».
Logrieco, quindi, non si sottrae alla richiesta di Minervini, avendo inserito tale tema anche nel proprio programma elettorale: «Ma chiedere, oggi, che opinione si abbia in ordine alla realizzazione della vasca di colmata è come chiedere che opinione si abbia sulla realizzazione del Colosseo. La vasca di colmata ha smesso di essere un tema politico da anni. A iniziare dal 2017, quando è stata inserita nel progetto per il completamento del nuovo porto commerciale, a proseguire nel 2020, quando l'assessore Gabriella Azzollini, in quota Pd (partito alleato di Minervini), e l'assessore Ottavio Balducci, attuale segretario di un partito che sostiene sempre Minervini, e con loro anche l'allora assessore Pietro Mastropasqua, hanno votato a favore della delibera che ha consentito l'avanzamento alla fase successiva di realizzazione dell'opera».
Dunque, sostiene l'avvocato Logrieco, partiti e candidati che oggi sostengono il progetto politico di Minervini, insieme all'altro candidato sindaco Mastropasqua, hanno compartecipato attivamente al procedimento amministrativo per la costruzione dell'opera che oggi contestano: «Oggi, la vasca di colmata è già un fatto compiuto. Quando Minervini auspica che non venga assegnato l'appalto prima dell'elezione del nuovo sindaco, lasciando intendere che, se eletto potrà fermare il procedimento, fa solo becera propaganda elettorale per ottenere il favore dei cittadini che legittimamente non gradiscono l'opera: che vinca il sottoscritto, Manuel Minervini o Pietro Mastropasqua, l'opera si farà. Se gli altri due candidati vi raccontano il contrario o mentono o sono impreparati. I comitati che si sono costituiti (con un decennio di ritardo) per contrastarla, hanno fatto esposti di ogni tipo e, giustamente, l'autorità giudiziaria si è messa in moto per fare tutte le dovute verifiche sull'opera ma, se non emergeranno profili illeciti, l'appalto verrà assegnato e la vasca realizzata».
Logrieco dunque sottolinea come il fatto che l'area interessata dalla vasca di colmata non sia idonea a costruirci sopra dei palazzi («e ben venga che sia così!») non comporta affatto che la stessa opera non sia calpestabile o attrezzabile, «come qualcuno vuole far credere per "gettare altro fango" su un'opera che è stata trasformata dalla sinistra in un argomento di sola propaganda elettorale».
Per il candidato, la cosa più importante è la verità verso i cittadini: «La mia parte politica è esente da qualsiasi decisione in merito. Io stesso non ho avuto alcun ruolo in tutto il procedimento amministrativo per realizzare quell'opera. Sono il candidato ideale per sposare la linea antivasca, ma se lo facessi mentirei ai molfettesi. E, in questa campagna elettorale (come nella vita), ho scelto la strada della verità e della trasparenza ad ogni costo, anche di perdere consensi».

