
«Il lavoro al centro: imprese, innovazione e dignità per il futuro della città. Molfetta non può parlare di futuro se non riparte dal lavoro. È una scelta politica precisa. Perché il lavoro non è solo economia: è dignità, autonomia, coesione sociale. È ciò che tiene insieme una comunità. La nostra città dispone di una base produttiva solida: migliaia di imprese attive, un sistema economico articolato che va dalla logistica ai servizi digitali, dall'industria al commercio. Ma questa forza oggi non è accompagnata da una visione amministrativa all'altezza», è quanto dichiarato dai rappresentanti di Demos Molfetta.
«La zona industriale e artigianale, uno dei principali motori economici di Molfetta, rappresenta in modo evidente questa contraddizione. Qui ogni giorno lavorano centinaia di imprese e migliaia di persone, ma troppo spesso in condizioni che non sono accettabili: infrastrutture carenti, manutenzione insufficiente, viabilità disordinata, scarsa illuminazione, servizi inadeguati. Non è solo una questione tecnica. È una questione di rispetto».
«Le imprese producono valore, pagano tasse, generano occupazione. La città deve restituire servizi, sicurezza, accessibilità. Ogni euro versato deve tornare in qualità urbana e competitività. Per DEMOS, la priorità è chiara: trasformare la zona industriale in una piattaforma moderna dello sviluppo cittadino. Questo significa intervenire subito sulle criticità quotidiane, ma allo stesso tempo costruire una strategia di lungo periodo», proseguono.
«Serve un'amministrazione che torni a prendersi cura degli spazi produttivi, che garantisca manutenzione, ordine, sicurezza e decoro, e che sia capace di interloquire in modo efficace con tutti i soggetti coinvolti, a partire dal Consorzio ASI. Ma non basta. Molfetta deve fare un salto di qualità. La competizione non si gioca più solo sui costi, ma sulla capacità di innovare».
«Per questo è necessario rafforzare il rapporto tra imprese, formazione e ricerca. Il sistema produttivo locale ha le dimensioni e le potenzialità per dialogare stabilmente con università e centri di ricerca. È tempo di costruire un ponte concreto con il mondo accademico, creando opportunità di sviluppo tecnologico e trasferimento di competenze anche per le piccole e medie imprese».
«Un'attenzione particolare va riservata al settore dei servizi digitali e dei contact center, che rappresenta una parte significativa dell'occupazione cittadina. La trasformazione tecnologica e l'intelligenza artificiale stanno cambiando rapidamente il lavoro: la politica non può restare a guardare. Bisogna governare questo cambiamento, non subirlo».
«Significa accompagnare i lavoratori nei processi di transizione, investire in formazione, costruire nuove competenze, evitare che l'innovazione diventi esclusione. Di fronte alla violenza del mercato, solo una solidarietà concreta e organizzata può garantire che nessuno resti indietro».
«Per questo DEMOS propone la costruzione di un patto stabile per il lavoro: un luogo permanente di confronto tra istituzioni, imprese, lavoratori, scuole, università e rappresentanze sociali. Non tavoli occasionali, ma un metodo di governo. Servono programmazione, tempi certi, responsabilità chiare. Non servono slogan. Servono scelte».
«Molfetta può crescere solo se riconosce il valore di chi lavora e produce. Solo se rimette al centro la dignità del lavoro e costruisce condizioni concrete perché possa svilupparsi. Il futuro non si promette. Si costruisce. E si costruisce partendo da qui», concludono.
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