
In vista delle prossime elezioni amministrative del Comune di Molfetta, la Consulta diocesana delle Aggregazioni laicali ha diffuso una nota pubblica con cui richiama cittadini, associazioni e candidati a vivere la campagna elettorale nel segno della responsabilità, della partecipazione e del bene comune.
Nel documento, il direttivo della Consulta sottolinea come la politica debba tornare ad essere considerata «arte nobile e difficile», riprendendo l'espressione contenuta nella Gaudium et Spes e più volte richiamata dal magistero della Chiesa. L'intervento nasce dalla volontà di favorire una cittadinanza attiva e consapevole, invitando i cittadini non soltanto a recarsi alle urne, ma a informarsi, confrontarsi e conoscere realmente candidati, programmi e visioni per la città.
«Partecipare significa prendere parte, interessarsi alla vita della città, informarsi, approfondire ciò che più ci sta a cuore, segnalare criticità e offrire idee e proposte per il bene comune», si legge nella nota. Secondo la Consulta, il semplice esercizio del voto non basta a garantire una buona amministrazione. Per questo viene ribadita la necessità di scegliere con attenzione le persone chiamate a governare la città, valutandone il percorso, la credibilità e la capacità di interpretare i bisogni della comunità.
Ampio spazio viene dedicato anche al tema dell'astensionismo, definito come il sintomo di una crescente sfiducia nei confronti della politica e delle istituzioni. La città di Molfetta, infatti, viene indicata come una delle realtà pugliesi con i più bassi livelli di partecipazione elettorale, un dato che secondo la Consulta impone una riflessione collettiva. Da qui l'invito rivolto alle realtà associative, ecclesiali e civili a promuovere occasioni di confronto pubblico tra candidati e cittadini, affinché la campagna elettorale possa svilupparsi attraverso contenuti, programmi e proposte concrete, evitando slogan, polemiche sterili e attacchi personali.
Nel documento trova spazio anche un forte richiamo alla legalità e alla libertà del voto. La Consulta invita infatti i cittadini a diffidare da ogni forma di scambio elettorale o promessa di favore personale, ricordando come tali pratiche rappresentino non solo un reato, ma anche una grave deriva etica.
«La libertà del voto è la garanzia di un'amministrazione giusta e non corrotta», scrivono i firmatari, denunciando quei meccanismi che spesso approfittano delle fragilità economiche e sociali dei cittadini. Il riferimento conclusivo è alle parole di Don Tonino Bello, simbolo morale e spirituale del territorio: «È un delitto lasciare la politica agli avventurieri».
Per la Consulta diocesana, il politico deve essere una persona libera, competente, capace di ascoltare e di lavorare in squadra, mettendo al centro esclusivamente il bene della comunità.
Il messaggio si chiude con un augurio rivolto all'intera città: vivere il voto come un autentico esercizio di democrazia e responsabilità civile.

