
Ancora emozionata e carica di adrenalina, abbiamo incontrato la fashion designer Giusy Tangari, che anche quest'anno ha vissuto Battiti Live da un osservatorio privilegiato: il backstage. Al fianco di Ilary Blasi, di cui ha curato tutti i look, ha condiviso da vicino l'atmosfera dell'evento, tra lavoro, emozioni e momenti indimenticabili. Ecco cosa ci ha raccontato.
Che cosa rappresenta per te lavorare a Battiti Live?
"Essere parte, ogni anno, di un evento importante come Battiti Live e avere l'opportunità di curare tutti i look di Ilary Blasi è per me un'esperienza profondamente significativa. La vivo ogni volta con grande emozione e la porto dentro con immenso orgoglio, perché rappresenta molto più di un lavoro: è un traguardo che ogni anno mi ricorda quanto sia importante continuare a credere nei propri sogni.
È un'esperienza che mi mette continuamente alla prova, mi spinge a superare i miei limiti, a imparare sempre qualcosa di nuovo e a crescere, ogni volta, sia come professionista sia come persona."
Quali emozioni si provano dietro le quinte prima di andare in scena?
"Ogni anno c'è un mix di emozioni difficile da spiegare: ansia, paura di voler fare tutto al meglio, soddisfazione, felicità. E poi arriva quel momento unico, quasi magico, quando vedi salire sul palco un capo su cui hai lavorato con le tue mani e lo vedi prendere vita perfettamente su Ilary Blasi. Sono brividi veri."
Com'è il clima nel backstage insieme a Ilary Blasi e al suo staff?
"Essere lì, a stretto contatto con artisti che normalmente vedi solo in televisione, condividere gli stessi spazi e sentirti parte di quella grande macchina che rende possibile lo spettacolo è davvero emozionante.
Con Ilary Blasi e tutto il suo staff il clima è bellissimo: si canta, si balla, si scherza continuamente, anche mentre sul palco gli artisti si stanno esibendo. Nonostante i ritmi intensi e le tante ore di lavoro, c'è sempre un'energia positiva che rende tutto molto più leggero."
Hai avuto modo di osservare anche il lavoro degli artisti?
"Vivendo principalmente il backstage accanto a Ilary Blasi, non seguo da vicino tutta la preparazione dei cantanti, perché loro hanno una gestione diversa e accedono da aree separate. Quello che noto, però, è che dopo l'esibizione li vedi rilassati, felici e soddisfatti, quasi scarichi dell'adrenalina accumulata prima di salire sul palco.
A Trani avevano organizzato un'area buffet dedicata alle specialità pugliesi preparate al momento ed è stato bello vedere tanti artisti fermarsi ad assaggiare le nostre eccellenze. Ho visto apprezzare tantissimo cose semplici ma che raccontano la nostra terra, come i panzerotti e i taralli."
Quest'anno Battiti Live ha fatto tappa sia a Molfetta che a Trani. Che differenze hai vissuto?
"Molfetta probabilmente mi resterà sempre nel cuore in modo diverso, semplicemente perché è casa mia, quella che in qualche modo mi ha permesso di diventare la professionista che sono oggi.
Trani, invece, mi ha colpito tantissimo: è una città meravigliosa, con un'atmosfera bellissima e un panorama incredibile. Lì ho vissuto il lavoro in modo molto più dinamico, perché mi sono ritrovata a fare tutto sul momento: cucire, sistemare e intervenire direttamente sul posto, mentre a Molfetta avevo una gestione più comoda e organizzata.
Sono state entrambe esperienze bellissime, ma devo ammettere che il legame con Molfetta resta qualcosa di speciale. Quando vivi certe emozioni nella tua città, tutto assume un valore ancora più grande."
C'è un episodio del backstage che porterai sempre con te?
"Ci sono tanti piccoli momenti che sono quelli che porto davvero nel cuore. Magari capita che una spallina debba essere sistemata all'ultimo secondo e io sono lì pronta con ago e filo mentre Ilary Blasi continua a scherzare, a muoversi e a ballare.
Oppure è successo che dovessi fare un ritocco finale a un pantalone pochi minuti prima dell'ingresso in scena e, scherzando, dicevamo che a quel punto sarei dovuta uscire io sul palco dietro di lei per sistemarlo in diretta. Sono quei momenti spontanei che alleggeriscono la tensione e trasformano anche lo stress del lavoro in qualcosa di bello da vivere."
Che cosa ti lascia, ogni anno, questa esperienza?
"Credo che esperienze così raccontino esattamente chi sono: una persona che continua a sognare, che crede profondamente nel valore del lavoro artigianale e che mette tutta se stessa, ogni singolo giorno, in quello che crea.
Ed è per questo che, ogni anno, torno a casa con la stessa certezza: sentirmi profondamente felice e orgogliosa del mio lavoro."

