venerdì 10 luglio 2026 06:00 Nicola Miccione

Omicidio La Forgia, al via gli interrogatori. Oggi l'incarico per l'autopsia

La scelta che ha prevalso è stata quella di avvalersi della facoltà di non rispondere: solo Camporeale ha reso brevi dichiarazioni spontanee

Si sono svolti nella mattinata di ieri gli interrogatori per la convalida del fermo di Michele Parisi e Ilario Camporeale, di 53 e 23 anni, in carcere da lunedì - il primo a Trani e il secondo a Potenza - perché ritenuti responsabili, in concorso, dell'omicidio aggravato di Antony La Forgia, di 22 anni, ucciso il 16 giugno a Molfetta.

La scelta che infatti ha prevalso, davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Domenico Zeno, è stata quella di avvalersi della facoltà di non rispondere: soltanto Camporeale, assistito dall'avvocato Antonio Modugno, ha reso brevi dichiarazioni spontanee, confessando di «non conoscere i contrasti - ha spiegato il suo legale - avvenuti prima dell'evento omicidiario e di non avere mai tentato di fuggire dalla sua città, essendo rimasto sempre a casa ed al lavoro».

Nessuna risposta è invece arrivata nel confronto con il più grande degli indagati, detto «Francesin», assistito dall'avvocato Salvatore Altamura, mentre restano in carcere anche un 16enne, fermato dai Carabinieri, e il 23enne Francesco Detaro. Per gli inquirenti - le indagini sono state dirette dalla Procura della Repubblica di Trani e da quella per i Minorenni di Bari -, l'omicidio sarebbe «riconducibile ad un contrasto legato alla gestione dello spaccio di sostanze stupefacenti» in città.

Le attività hanno ricostruito un clima di forte tensione tra La Forgia e il 16enne. Una contrapposizione, sorta dopo una fase iniziale di convivenza pacifica, che si era aggravata un mese prima dell'omicidio dopo due liti. Una settimana prima La Forgia sarebbe stato minacciato da un 16enne che «non voleva che spacciasse nella sua zona», mentre alcuni giorni dopo sarebbe stato La Forgia a puntare una pistola al fianco di un 16enne. Due giorni prima del delitto, infine, l'ultima lite.

Gli investigatori - le indagini sono state portate avanti dai militari della Compagnia di Molfetta - hanno evidenziato che il 16enne fermato ha pubblicato sul proprio profilo Instagram, pochi giorni dopo il delitto, due storie in cui impugnava una pistola, modello semiautomatico, e un revolver accompagnate da due messaggi dal tono intimidatorio: «Vi faccio giocare finché ne ho voglia, poi quando arriva il momento vi metto ognuno al suo posto senza problemi, perché voi siete il nulla...».

Questa mattina, infine, alle ore 10.30, negli uffici della Procura della Repubblica di Trani, si procederà alla nomina e al conferimento dell'incarico per l'autopsia sul cadavere di La Forgia al medico legale Maricla Marrone. L'esame autoptico, un accertamento tecnico non ripetibile, sarà svolto già nel corso delle prossime ore.