sabato 25 luglio 2026 09:23 Nicola Miccione

Asm Molfetta, accolto il ricorso della difesa: dissequestrato l'impianto

Ad ottobre dello scorso anno erano stati apposti i sigilli alla piattaforma di selezione dei rifiuti di via Oleifici dell'Italia Meridionale

Buone notizie per Molfetta: il pubblico ministero della Procura della Repubblica di Trani, Francesco Tosto, dopo avere condiviso «le ragioni dell'istante e gli sforzi profusi in ordine alla rimozione della situazione che aveva propiziato la commissione dell'originario illecito», ha disposto il dissequestro dell'impianto dell'Asm.

Per gli inquirenti, che ad ottobre scorso sequestrarono l'impianto di selezione dei rifiuti di via Oleifici dell'Italia Meridionale «i reati contestati sono riconducibili al superamento dei limiti autorizzativi per la gestione dei rifiuti, all'assenza di un monitoraggio costante dei conferimenti ed a carenze strutturali». Tuttavia, «rispetto alla fase temporale d'apposizione del vincolo - si legge -, l'azienda ha operato un radicale e profondo mutamento della direzione e dei presidi di controllo interni».

Nell'istanza di revoca di sequestro preventivo, presentata dagli avvocati Marcello Magarelli e Mario Malcangi, i difensori hanno evidenziato come «la conduzione dell'impianto sia stata affidata alla nuova figura del capo area tecnica, segnatamente un ingegnere ambientale. L'introduzione di tale nuova figura - si legge -, era stata, in realtà, già oggetto di programmazione da parte del CdA della Asm di Molfetta circa sei mesi addietro, ma non introdotta solo per ragioni burocratiche».

Ed ancora: il modello di organizzazione e gestione «è stato profondamente revisionato e blindato tramite la integrazione diretta e vincolante con le procedure del Sistema di Gestione Ambientale di cui l'azienda è dotata», oltre ad aver attuato con successo un'operazione di self-cleaning sul proprio organismo di vigilanza. «I membri dell'organismo - si legge nel testo - sono stati sostituiti da professionisti terzi e indipendenti, con il compito di vigilare sull'efficacia del nuovo modello».

La riattivazione dell'impianto di Molfetta avverrà con una riconversione funzionale: da centro di selezione a spinta (un impianto ad alta tecnologia e automazione con lo scopo della separazione spinta dei rifiuti plastici nei singoli polimeri e per colore) a centro comprensoriale (un impianto a minore complessità tecnologica, focalizzato su una macro-selezione e pulizia delle frazioni merceologiche e una lavorazione con dei limiti controllati e flussi quantitativi ridotti e programmabili).

Un modello di lavoro che, «operando su un solo turno di lavoro e con sole 7 unità di personale», avrà «una capacità di trattamento oraria drasticamente inferiore alla capacità massima autorizzata storicamente per il centro di selezione a spinta» e permetterà di azzerare «il rischio di superamento dei limiti autorizzativi».