
La discussione sul Documento Unico di Programmazione (DUP) 2026-2028 ha riportato al centro del dibattito uno dei temi più delicati per il futuro del porto di Molfetta: la vasca di colmata prevista sul lungomare Marcantonio Colonna per il conferimento dei sedimenti provenienti dal dragaggio del porto commerciale.
L'approvazione del DUP da parte del Consiglio comunale ha però un significato ben preciso. Come chiarito durante la seduta, il documento non modifica il progetto oggi vigente né revoca gli atti già approvati, ma rappresenta un atto di programmazione e di indirizzo politico con il quale l'Amministrazione manifesta la volontà di verificare la possibilità di individuare una soluzione diversa, compatibilmente con il quadro normativo, amministrativo e finanziario.
L'indirizzo inserito nel DUP prevede infatti di approfondire, attraverso nuove caratterizzazioni dei sedimenti, l'ipotesi di realizzare una vasca di colmata di dimensioni ridotte all'interno del bacino portuale, destinata esclusivamente ai materiali classificati nelle categorie ambientali C e D. Per i sedimenti qualitativamente migliori viene invece prospettata la possibilità del riutilizzo per il ripascimento costiero o dell'immersione deliberata in mare, sempre previo ottenimento delle necessarie autorizzazioni e nel rispetto della normativa vigente. Il documento precisa inoltre che ogni eventuale modifica dovrà essere condivisa con la Regione Puglia per verificarne la compatibilità con il finanziamento già concesso o, se necessario, con una sua eventuale riprogrammazione.
Prima dell'esame del DUP, il consigliere comunale Nicola Piergiovanni (Cuore Democratico) ha presentato una questione pregiudiziale, sostenendo che l'inserimento di questo nuovo indirizzo politico avrebbe potuto produrre conseguenze rilevanti sul procedimento amministrativo già in corso. Nella pregiudiziale, il consigliere chiedeva infatti di sospendere la discussione del DUP fino all'acquisizione di relazioni tecniche capaci di chiarire se lo spostamento della vasca di colmata avrebbe richiesto varianti al Piano Regolatore Portuale, al Piano Regolatore Generale e al progetto del nuovo porto, oltre ai possibili riflessi sui tempi, sul finanziamento dell'opera e sull'eventuale esposizione a responsabilità amministrative ed erariali.
La fase dedicata alla pregiudiziale ha occupato una parte consistente della seduta. Il presidente del Consiglio Leonardo Siragusa ha infatti disposto gli interventi del dirigente Mauro De Gennaro, del dirigente dell'Ufficio Tecnico Binetti, del presidente del Collegio dei Revisori dei Conti e del segretario generale Lozzi, portando la discussione complessiva a circa 51 minuti, prima della votazione con cui la pregiudiziale è stata respinta con 14 voti contrari e 8 favorevoli.
Proprio il segretario comunale ha ricondotto il confronto sul piano tecnico-amministrativo, chiarendo che il DUP costituisce esclusivamente un atto di programmazione politica e non è idoneo, da solo, a modificare gli atti amministrativi già efficaci né il progetto della vasca di colmata. Eventuali variazioni, è stato precisato durante il dibattito, potranno essere valutate soltanto attraverso gli specifici procedimenti previsti dalla legge, verificando la compatibilità con autorizzazioni, finanziamenti e obblighi già assunti.
L'esito del Consiglio, dunque, lascia invariato lo stato dell'arte sotto il profilo amministrativo. Il progetto della vasca di colmata resta quello approvato negli anni scorsi, mentre l'Amministrazione assume formalmente l'impegno politico di verificare la praticabilità di una soluzione alternativa. Saranno i prossimi mesi, attraverso gli approfondimenti tecnici e il confronto con Regione Puglia e gli altri enti competenti, a stabilire se questa nuova ipotesi potrà tradursi in una modifica concreta del progetto oppure resterà un indirizzo programmatico.

