
È sempre un orgoglio sapere che i molfettesi vengono apprezzati fuori città, ottenendo premi e riconoscimenti che hanno un profondo valore, proprio perché conferiti lontano dalla loro terra, quella che li conosce e li ha visti crescere. È proprio perché svincolati dal contesto territoriale che riescono a conquistare prestigio e a incuriosire, soprattutto per quanto concerne il loro percorso e tutto ciò che si cela dietro i risultati raggiunti.
Spinti da questa curiosità, abbiamo chiesto alla scrittrice Marta Pisani di raccontarci qualcosa in più in merito a questo premio.
«Confesso che, quando mi è stato comunicato il conferimento del Premio Radici per la Saggistica per Le Invisibili – L'emigrazione femminile tra Storia e Memoria, Florestano Edizioni, la prima reazione non è stata quella di cercare le parole, ma il silenzio. Significativa la motivazione: «Per lo sguardo attento, autentico e partecipe che, tra ricostruzione storica e testimonianze, dà voce a un'umanità troppo spesso silenziata, celebrando il valore intramontabile delle loro storie nel ridisegnare la memoria collettiva del fenomeno migratorio».
Ci sono emozioni che chiedono tempo prima di lasciarsi raccontare.
Un premio fa certamente piacere, ma questo ha un significato particolare. Si chiama Radici. E le radici sono la memoria delle persone che ci hanno preceduto, dei luoghi che ci hanno formato, delle esperienze che ci hanno insegnato a guardare il mondo con occhi più attenti. Scrivere per me non è mai stato un esercizio di erudizione. È stato piuttosto un modo per non lasciare che le storie si disperdessero, per dare voce a ciò che il tempo rischia di cancellare. Forse è questo il motivo per cui questo riconoscimento mi commuove più di quanto riesca a dire. Essere premiata nell'ambito di Memorie Migrate aggiunge un significato ulteriore. Ogni migrazione è un intreccio di partenze e ritorni, di nostalgia e speranza. Chi parte porta con sé molto più di una valigia: porta una lingua, un volto, un profumo, una promessa. E continua a dialogare con le proprie radici anche quando sembra esserne allontanato. Ricevo questo premio con profonda gratitudine. Lo considero un incoraggiamento a continuare un cammino di studio, di ricerca e di ascolto. Grazie agli organizzatori, alla giuria, al sindaco di Castelluccio Inferiore, a tutti coloro che hanno ritenuto il mio lavoro degno di questo riconoscimento. Lo conserverò nel cuore perché alcuni premi non arricchiscono il curriculum, arricchiscono la vita».
Così Marta Pisani racconta le sue emozioni e noi siamo particolarmente contente di raccoglierle, perché dimostrano l'alto spessore di alcuni cittadini molfettesi che sanno farsi amare e apprezzare, portando alto il nome della nostra città.

