
La decisione dell'Amministrazione comunale di procedere alla revoca del progetto della vasca di colmata prevista sul lungomare e di puntare su una nuova struttura all'interno del bacino portuale continua ad alimentare il dibattito politico cittadino. Tra le voci critiche c'è quella del consigliere di opposizione Adamo Logrieco (Fratelli d'Italia), che riconosce come elemento positivo la volontà di procedere con il dragaggio del porto, ma solleva numerosi interrogativi sulla nuova soluzione annunciata dalla Giunta.
Di seguito la nota integrale di Logrieco:
«L'Amministrazione, in pompa magna, ha annunciato di aver deliberato l'annullamento del progetto della vasca di colmata sul lungomare e, contestualmente, ha manifestato la volontà di dragare comunque il porto, di conferire i residui di qualità migliore in mare e quelli di qualità peggiore (un 20%) in una vasca di colmata più piccola e chiusa da realizzare nei pressi del molo pennello.
Questa nuova opera costerebbe circa 5 milioni di euro, quindi molto meno dei 12 milioni previsti per l'opera attigua al lungomare.
Cosa c'è di positivo? La volontà di dragare il porto. Attività fondamentale per il suo completamento.
Cos'altro c'è di positivo? Poco.
Andiamo per punti.
1. La maggioranza dei molfettesi era d'accordo con l'opera sul lungomare.
L'offerta politica dei due candidati sindaco sconfitti prevedeva la realizzazione della colmata al lungomare. Si tratta del 55% dei votanti contro il 45% che al primo turno ha sostenuto Minervini, poi eletto Sindaco.
Cosa vuol dire? Che una minoranza sta imponendo la propria visione ad una maggioranza che avrebbe preferito altro.
E questo va accettato. È la Democrazia che lo impone. Ma almeno che non si racconti che la maggioranza dei molfettesi non voleva l'opera sul lungomare.
2. L'equivoco.
Tutta l'attenzione mediatica per quell'opera ormai accantonata nasce da un equivoco.
La colmata sarebbe stata una oscena discarica sul lungomare, non calpestabile, non fruibile, tossica per i cittadini.
Tutto falso. Tutta la rabbia dei cittadini contrari all'opera era figlia di una brutale demonizzazione a scopo elettorale messa in campo dalla sinistra.
La colmata al lungomare sarebbe stata una tela bianca sulla quale disegnare un futuro lungomare più ampio, più bello, più attrattivo e per nulla tossico.
3. Le questioni irrisolte.
La vasca di colmata al lungomare aveva superato un lungo iter autorizzativo, c'era la fattibilità tecnico-economica, un progetto definitivo, una gara d'appalto già espletata ed una proposta di aggiudicazione ad un'ATI con capofila un'impresa di Barletta, virtuale affidataria. Mancava solo il progetto esecutivo e la realizzazione.
La nuova proposta progettuale? Chiacchiere.
Si parla di numeri, di idee, di tempi. Peccato che non esiste neanche il primissimo step per avviare un'opera pubblica, il PFTE (progetto di fattibilità tecnico-economica).
Quello che si è raccontato in conferenza stampa e creduto da tanti cittadini è poco più di un'opinione. Nulla di definito neppure in maniera embrionale.
È vero che è compatibile con il PRP, il Piano regolatore Portuale, come la vasca al lungomare era compatibile con il PRG, il Piano regolatore Generale.
Cosa serve ora? Serve il PFTE, una sfilza di autorizzazioni, un progetto definitivo, con tutte le eventuali varianti che sarà necessario progettare in base agli studi concreti (non le chiacchiere), altre autorizzazioni, predisporre una procedura di gara, espletare una gara, avere un vincitore, fare un progetto esecutivo, iniziare a costruire. Cosa vuol dire? Che si riparte da zero. Ci vorrà tempo, tanto tempo, ed investire nuove risorse che per l'altro progetto erano già state ampiamente utilizzate.
Poi c'è il tema dei finanziamenti, il fatto che il 31 dicembre si sarebbe dovuta rendicontare la conclusione dell'opera al lungomare. Chi non è uno sprovveduto, sa benissimo che le coperture finanziarie pubbliche sono spesso soggette a termini che poi vengono prorogati oppure vengono trovate altre fonti di finanziamento. Quello che conta sono i progetti da finanziare. E per quello del lungomare un progetto definito e completo c'era, la gara era stata espletata, trovare altri canali di finanziamento sarebbe stato agevole per i nostri Uffici comunali, come sta avvenendo praticamente per 3/4 delle opere PNRR incompiute rispetto ai termini di legge.
La supposta nuova opera non ha un singolo euro di copertura finanziaria. Altre chiacchiere.
4. I costi (certi e incerti).
La colmata al lungomare aveva un costo certo e definito. Circa 12 milioni.
La nuova realizzazione? Dicono meno della metà. Circa 5 milioni. È plausibile. Dove sta scritto però? Siamo ancora nella dimensione del pettegolezzo o poco più.
E gli altri costi? Mi risulta che qualche giorno fa l'impresa che ha di fatto vinto la gara per la realizzazione della vasca di colmata al lungomare abbia inviato una missiva all'Amministrazione nella quale chiedeva di concludere il procedimento amministrativo, e quindi procedere all'affidamento. E certamente questo è il motivo per il quale la Giunta si è determinata in fretta e furia ad assumersi la responsabilità di revocare l'intera procedura amministrativa. Cosa significa? Che sono in arrivo contenziosi.
Per gli esborsi sostenuti dall'ATI che avrebbe vinto la gara, per il margine di profitto che avrebbe ottenuto, per il tempo perso e per le occasioni rinunciate per il legittimo affidamento in questo appalto (che nel mondo del diritto sono valori economicamente apprezzabili).
Quindi, pur facendo finta che la nuova opera costerà 5 milioni (ed aspetto i progetti per fidarmi di questi numeri perché sono come San Tommaso), andranno sommate anche le ulteriori spese indirette che dovrà affrontare il nostro Ente. Soldi buttati.
Per non parlare del fatto che, oltre agli eventuali 5 milioni per la nuova mini colmata, oltre ai risarcimenti che dovremo pagare, si dovranno investire decine di milioni per riqualificare il lungomare. Mentre sarebbe costato molto meno arredare lo spazio della vasca di colmata da realizzare lì.
Siamo sicuri che il bilancio a consuntivo sia conveniente? Il tempo ce lo dirà.
5. La tutela ambientale.
Questa è la cosa più comica in assoluto.
I residui dei dragaggi verranno in larga misura riversati in mare (ergo, non sono mai stati pericolosi né per l'uomo né per l'ambiente); la parte maggiormente inquinata, che era un 20% qualche anno fa, ma che potrebbe essere di molto inferiore con i nuovi rilevamenti che verranno effettuati nei prossimi mesi, è sempre stata innocua per l'uomo e per l'ambiente anche nella vasca non conterminata prevista al lungomare.
La paura inculcata nei cittadini sul punto fa sempre parte della mistificazione a scopo elettorale della sinistra.
6. Un pessimo esempio.
Questa decisione assunta crea un precedente pericoloso. Costruisce l'idea che una nuova amministrazione di vedute differenti sia legittimata a demolire le progettualità dei precedenti amministratori, in base al gusto personale.
7. Mea culpa.
In campagna elettorale avevo detto che chiunque avesse vinto avrebbe in ogni caso realizzato la colmata al lungomare mentre molto probabilmente non sarà più così. Su questo faccio mea culpa, perché bisogna riconoscere quando si sbaglia una valutazione, pur rivendicando la bontà di quell'opera e ribadendo che è stata raccontata malissimo e in modo strumentale. Quello che non sapevo in campagna elettorale era che qualcuno nei nostri Uffici aveva sbadatamente dimenticato di chiedere la proroga del finanziamento alla Regione Puglia, così legittimando questo cambio di rotta con motivazioni di natura finanziaria. Quindi l'attuale maggioranza forse deve ringraziare qualche dimenticanza burocratica. Diciamo così.
Concludendo.
È molto facile in conferenza stampa raccontare quel che si vuole, come si vuole, anche approfittando della tecnicità degli argomenti trattati. Chi conosce il funzionamento delle Pubbliche amministrazioni, invece, non può che essere spaventato da quelli che saranno i tempi, che oggi ripartono da zero, e i costi, che oggi sono profondamente aleatori.
Se, poi, in tempi brevi questa Amministrazione mi smentirà, provvederà subito ai dragaggi (fondamentali per il completamento del porto, che è la nostra priorità essenziale) e realizzerà entro questo mandato la nuova mini colmata, e se la stessa sarà effettivamente un valore aggiunto per il quartiere in cui verrà collocata (a proposito, nessuno ha chiesto ai cittadini del rione Madonna dei Martiri se gradiscono questa nuova progettualità? Sono forse cittadini di serie B rispetto ai residenti del lungomare? E i famosi strumenti di partecipazione?), allora non esiterò a complimentarmi con loro, come qualsiasi amministratore responsabile dovrebbe sempre fare.
Il mio tifo è sempre e soltanto per Molfetta e per i molfettesi».

