
Il percorso de Il Covo degli Artisti Molfetta ha fatto tappa alla Fabbrica di San Domenico, accanto alla Chiesa di San Domenico, per ripercorrere la lunga storia del rapporto tra Molfetta e il mare, attraverso luoghi, testimonianze e strumenti che raccontano una parte fondamentale dell'identità cittadina.
La visita, guidata dalle guide dell'Archeoclub Molfetta, ha permesso di conoscere il Museo del Mare, allestito all'interno della Fabbrica di San Domenico, e di approfondire la storia dei numerosi cantieri navali che un tempo caratterizzavano la città e contribuivano alla sua economia. Al centro del percorso anche la figura dei maestri d'ascia e l'antica arte della costruzione e dell'armatura delle imbarcazioni, insieme alle diverse tipologie di reti e alle tecniche di pesca utilizzate nel tempo.
Particolare attenzione è stata dedicata anche ai trabocchi, con la ricostruzione di alcune di queste strutture, oggi diffuse soprattutto lungo le coste del Molise e dell'Abruzzo. Un tempo, viene ricordato, un esemplare era presente anche a Molfetta, nella zona di Cala San Giacomo, dove sorse il primo porto cittadino. Il viaggio all'interno del museo ha permesso inoltre di osservare modellini navali e strumenti legati alla navigazione, tra sirene, campane, bussole, radar e radio, testimonianze di un'attività che per generazioni ha richiesto esperienza, coraggio e sacrificio.
La visita è stata così anche un viaggio nella memoria di una Molfetta che ha avuto nel mare una delle principali fonti della propria identità e della propria economia. Una tradizione legata anche alla flotta peschereccia cittadina, ricordata nel percorso come la seconda dell'Adriatico per numero di pescherecci, dopo quella di San Benedetto del Tronto. Il rapporto tra la città e il mare emerge quindi non soltanto attraverso gli oggetti conservati nel museo, ma anche attraverso le storie delle persone che hanno vissuto di pesca, navigazione e attività legate ai cantieri navali.

