
Con l'avvio del nuovo anno scolastico 2026/2027, l'Ufficio diocesano di Pastorale Scolastica rivolge un messaggio di augurio a dirigenti scolastici, docenti, insegnanti di religione cattolica, personale scolastico, studenti e famiglie. Al centro della riflessione di don Gioacchino Prisciandaro c'è il ruolo della scuola come luogo di formazione della persona, in un contesto segnato da trasformazioni tecnologiche e nuove fragilità.
L'augurio parte dalla consapevolezza che educare non significa soltanto trasmettere conoscenze, ma accompagnare persone nella crescita, nelle domande e nella ricerca del proprio posto nel mondo. «La scuola è, prima di tutto, luogo di umanità», sottolinea don Prisciandaro, richiamando l'espressione «restare profondamente umani» contenuta nella Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV.
Il messaggio pone quindi l'attenzione sul rapporto tra innovazione e responsabilità, invitando a non separare l'intelligenza dalla coscienza e la competenza dalla responsabilità. In questa prospettiva viene richiamato anche il ruolo dell'Insegnamento della Religione Cattolica, indicato come spazio di incontro tra fede e cultura e come occasione per affrontare le grandi domande dell'esistenza.
«La cultura religiosa, infatti, quando è proposta con competenza, libertà e rispetto, non restringe gli orizzonti: li allarga», si legge nel messaggio, nel quale viene sottolineata anche la necessità di formare giovani capaci di pensiero critico, relazione e responsabilità nell'utilizzo delle tecnologie. L'auspicio rivolto alle scuole è quello di costruire ambienti nei quali ogni persona possa sentirsi riconosciuta oltre il voto, il numero o la prestazione. Ai dirigenti viene affidato l'augurio di saper costruire comunità educanti, ai docenti quello di mantenere viva la capacità di incontrare le storie degli studenti, mentre agli insegnanti di religione cattolica viene chiesto di vivere il proprio ruolo con competenza, discrezione e capacità di dialogo.
Agli studenti don Prisciandaro rivolge invece l'invito a coltivare «la curiosità delle domande, il coraggio della fatica e la gioia della scoperta», senza limitarsi ad accumulare informazioni ma cercando di trasformare la conoscenza in sapienza per la vita. Un passaggio riguarda anche le famiglie, chiamate a sentirsi parte dell'alleanza educativa con la scuola, e tutto il personale scolastico, al quale viene riconosciuto un ruolo essenziale spesso svolto lontano dai riflettori.
Il messaggio si conclude con un invito a «mettere la persona al centro», affinché ogni volto possa essere riconosciuto, ogni fragilità accompagnata e ogni talento valorizzato. «Che la scuola continui ad essere ciò di cui il nostro tempo ha profondamente bisogno: una casa della cultura, un laboratorio di umanità, una palestra di libertà e un cantiere di speranza».
A dirigenti, docenti, studenti, famiglie e personale scolastico l'augurio finale di don Gioacchino Prisciandaro: «Buon anno scolastico 2026/2027 e buon cammino!».

