sabato 03 ottobre 2026 10:41 Danilo de Robertis

ASM Molfetta, il nuovo CdA rinuncia al compenso: in tre anni risparmiati quasi 80mila euro

I tre componenti del Consiglio di amministrazione nominati per il triennio 2026-2028 lavoreranno senza percepire indennità

Tra le notizie emerse dal Consiglio comunale del 1° ottobre c'è anche una decisione che riguarda ASM e che incide direttamente sui costi della società partecipata. I tre componenti del nuovo Consiglio di amministrazione, nominati per il triennio 2026-2028, hanno infatti rinunciato al compenso previsto per il loro incarico.

A comunicarlo è stato il sindaco Manuel Minervini in apertura della seduta consiliare. La scelta riguarda tutti e tre i componenti del nuovo CdA e, sulla base degli importi fissati in precedenza dal Comune, comporta un risparmio complessivo di 79.200 euro lordi nell'arco dei tre anni. Il riferimento è alla delibera del Consiglio comunale numero 27 del 16 ottobre 2017, con la quale era stato stabilito il costo annuale del Consiglio di amministrazione di ASM in 26.400 euro lordi. Nel dettaglio, al presidente spettavano 16.800 euro lordi all'anno, equivalenti a 1.400 euro al mese, mentre per ciascuno dei due consiglieri erano previsti 4.800 euro lordi all'anno, pari a 400 euro mensili.

La rinuncia del nuovo Consiglio di amministrazione significa quindi che queste somme, per il periodo 2026-2028, non saranno corrisposte ai componenti dell'organo amministrativo e resteranno nelle disponibilità della società. La scelta riguarda nello specifico ASM. Per le altre società partecipate comunali, Molfetta Multiservizi e MTM, i compensi dei rispettivi Consigli di amministrazione restano invece invariati rispetto al passato.

Il dato assume particolare rilievo anche alla luce della situazione attraversata da ASM, società incaricata della gestione del servizio di raccolta dei rifiuti. L'azienda arriva da una fase caratterizzata da criticità sul piano economico e gestionale, richiamate anche dall'amministrazione comunale, mentre sulla precedente gestione è in corso un'indagine della Procura di Trani.

In questo contesto, la rinuncia al compenso da parte dei tre nuovi amministratori rappresenta una scelta che incide sui costi della società. Non si tratta, naturalmente, dell'eliminazione di una voce strutturale per tutti gli organi amministrativi delle partecipate, ma di una decisione specifica assunta dal nuovo CdA di ASM per il prossimo triennio. Il valore economico della rinuncia è quantificabile sulla base degli importi stabiliti nel 2017: 26.400 euro all'anno e 79.200 euro complessivi nell'intero mandato. Una somma che, nel periodo considerato, non sarà destinata ai compensi degli amministratori e resterà quindi nelle casse di ASM.