Molfetta entra nel mondo dei videogiochi attraverso Stepbound, un'avventura in pixel art che porta il giocatore in un'Europa post-apocalittica invasa dagli zombie. A svilupparla è Giovanni Colasanto, giovane informatico molfettese che ha scelto proprio la sua città natale come punto di partenza del viaggio del protagonista. Il gioco, realizzato in pixel art e ispirato alle atmosfere delle vecchie console portatili, è concepito come un'avventura a capitoli, ciascuno ambientato in una grande città europea.
Colasanto ha studiato al liceo scientifico con opzione scienze applicate a Molfetta e si è laureato in Informatica a Bari. Da quattro anni lavora presso SoftwareInside, azienda di consulenza informatica. Parallelamente, da due anni porta avanti FastSite, la sua attività di sviluppo web specializzata in siti vetrina, e-commerce e piattaforme gestionali. Più recentemente si è dedicato anche allo sviluppo mobile, trovando in Stepbound la prima occasione per cimentarsi nella realizzazione di un videogioco per smartphone.
Abbiamo intervistato Giovanni Colasanto per farci raccontare la nascita di Stepbound, la scelta di ambientarlo a Molfetta e le ispirazioni che hanno dato forma al gioco.
Come nasce l'idea di Stepbound?
«L'idea di Stepbound nasce tanti anni fa, mentre seguivo il corso di sviluppo mobile all'università. All'epoca lavorai al gioco per fare pratica con quelle tecnologie, definendo lo stile di gioco, la trama e i livelli. Successivamente, a causa del carico di studio e degli impegni lavorativi, abbandonai il progetto. Ora ho ripreso l'idea, sfruttando i potenti strumenti di intelligenza artificiale, che permettono a tutti noi di concretizzare i progetti come mai prima d'ora».
Quanto tempo hai impiegato per sviluppare Stepbound e quali sono state le difficoltà maggiori che hai incontrato durante il lavoro?
«Il gioco è stato sviluppato in un mese. Può sembrare poco tempo, ma le idee erano già tutte pronte da anni. Questi strumenti di intelligenza artificiale rendono tutto estremamente più facile e veloce. Inoltre, il gioco è strutturato in capitoli e, per ora, è uscito soltanto il primo. Le difficoltà più grandi che sto riscontrando riguardano la pubblicazione sugli store Android e iOS».
Perché hai scelto proprio Molfetta come ambientazione?
«Si tratta di un gioco a capitoli: sarà un viaggio attraverso un'Europa post-apocalittica invasa dagli zombie, e ogni capitolo si svolgerà in una grande città europea. All'inizio, però, serviva un punto di partenza: la città natale di Mario Rossi, il protagonista dell'avventura. Dovendo scegliere da dove far iniziare il viaggio, non potevo che optare per la mia stessa città natale, valorizzando alcuni dei suoi luoghi iconici».
Perché hai scelto proprio la pixel art per realizzare Stepbound?
«Lo stile grafico in pixel art e il gameplay ricordano quelli di un vecchio gioco per Game Boy, che è stato proprio il mio riferimento visivo. Ho scelto questo stile sia perché sono giochi con cui sono cresciuto, sia perché trovo che il telefono sia un dispositivo perfetto per rivivere esperienze videoludiche di quel tipo. Anche la diffusione degli emulatori per dispositivi mobili, dedicati alle vecchie console, dimostra che giochi con questo stile sono ancora nel cuore di tanti videogiocatori».
venerdì 23 ottobre 2026 06:00 Mariangela Altomare
Stepbound, Molfetta diventa un videogioco: il progetto di Giovanni Colasanto
Il giovane sviluppatore molfettese firma un’avventura in pixel art ambientata in un’Europa post-apocalittica



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