
Un prestito con interessi interamente coperti dal bando per finanziare gli interventi di riqualificazione del PalaPoli e degli undici locali annessi. È la strada scelta dall'Amministrazione comunale di Molfetta, che ha deciso di partecipare a una misura nazionale promossa dall'Istituto per il Credito Sportivo e Culturale. L'indirizzo è contenuto nella delibera di Giunta comunale n. 72 del 28 ottobre 2026.
L'operazione prevede la possibilità di accedere a un finanziamento fino a 4 milioni di euro. In caso di ammissione al bando, gli interessi del prestito sarebbero coperti dalla misura nazionale, consentendo al Comune di ottenere le risorse a tasso zero. Non si tratta, tuttavia, di un contributo a fondo perduto: il capitale dovrà essere restituito negli anni attraverso il bilancio comunale e, quindi, con risorse pubbliche. La scelta punta a sfruttare un'opportunità di finanziamento più vantaggiosa rispetto a un mutuo ordinario, ma lascia ancora aperti diversi interrogativi sul progetto. La delibera fa riferimento a interventi di manutenzione straordinaria e al rifacimento degli impianti, senza entrare nel dettaglio delle condizioni attuali della struttura, delle criticità riscontrate e delle opere che si intendono realizzare.
Non è ancora indicato neppure l'importo che il Comune intende effettivamente richiedere, né quale sarà il peso delle rate sul bilancio negli anni successivi. Restano da chiarire anche la funzione degli undici locali annessi al PalaPoli, le loro condizioni e le modalità con cui vengono utilizzati. Per il momento, la Giunta ha affidato agli uffici il compito di predisporre la documentazione progettuale necessaria alla candidatura. Il calendario impone però tempi stretti: la domanda dovrà essere presentata entro il 5 dicembre 2026.
La possibilità di finanziare la riqualificazione dell'impianto senza sostenere gli interessi rappresenta un'occasione da valutare, soprattutto se accompagnata da interventi realmente necessari. Ma prima di conoscere il risultato della candidatura sarà importante capire quali lavori siano stati individuati, quali obiettivi si intendano raggiungere e quale impegno economico resterà a carico della collettività. Perché il tasso zero riguarda gli interessi, non la restituzione del finanziamento.

